Escursionismo


Forse sarete d’accordo con noi sul fatto che spesso conosciamo meno proprio quei posti che sono più vicini a casa nostra. E’ successo anche a noi con Fermo, il capoluogo della nostra provincia. Pur abitando a pochi chilometri di distanza e frequentando spesso Fermo per motivi lavorativi e non, non avevamo ancora avuto modo di visitarne alcuni luoghi simbolo. Abbiamo avuto modo di rimediare il 15 settembre scorso in occasione del #fermophotowalk, organizzato dalla Regione Marche, dalla Fondazione Marche Cultura attraverso il suo Social Media Team e dal Comune di Fermo. Quello che abbiamo potuto ammirare insieme a centinaia di altri visitatori ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta e siamo certi che piacerà anche a voi. Ecco, quindi, i 5 luoghi da non perdere a Fermo.


1 Piazza del Popolo


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Piazza del Popolo è il nucleo del centro storico di Fermo, il salotto della città. E’ su questa piazza longitudinale, porticata su due lati, che si affacciano alcuni tra i più importanti edifici della città: il Municipio, il Palazzo Apostolico (che oggi ospita la Biblioteca Civica) e il Palazzo dei Priori, sede della Pinacoteca di Fermo.

Merita una nota a parte il Palazzo dei Priori, eretto nel ‘300 e ristrutturato a partire dal 1446, con la splendida doppia scala al centro e la statua in bronzo di Sisto V, che prima di essere eletto papa fu vescovo di Fermo. Il Palazzo un tempo ospitava il Municipio di Fermo, mentre oggi è sede della Pinacoteca Civica. Da segnalare il fatto che solo qui si può ammirare l’Adorazione dei pastori’ di Pieter Paul Rubens, unica opera del celebre pittore che si trova nelle Marche.



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La sala più celebre di Palazzo dei Priori a Fermo è sicuramente la Sala del Mappamondo, realizzata per volere del cardinale Decio Azzolini per sistemare i libri della sua biblioteca e quelli di Paolo Ruffo. La collezione comprende circa 300 manoscritti, 127 codici, 300000 volumi oltre a migliaia di disegni, incisioni, monete, sigilli e cimeli di vario tipo. Al centro della stanza si trova il mappamondo da cui prende nome, disegnato dal geografo Moroncelli nel 1713 quando questi era il cosmografo della Serenissima. Il mappamondo, che non è un globo perfetto, è realizzato in carta reale di Fabriano su struttura lignea realizzata da Filippantonio Morrone. Sicuramente la Sala del Mappamondo è uno dei luoghi-simbolo da non perdere durante una visita a Fermo.



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2 I Musei Scientifici di Palazzo Paccaroni


Uscendo da Piazza del Popolo vi consigliamo di imboccare Corso Cefalonia su cui si affacciano i principale negozi del centro storico. In epoca medievale questa era la via dei commercianti ognuno dei quali aveva al primo piano la propria abitazione e, al pianterreno, la propria bottega. In epoche successive le famiglie nobili di Fermo edificarono qui le proprie dimore e, infatti, sono molti i palazzi patrizi che potrete ammirare su entrambi i lati del corso. Poco più avanti troverete la Torre Matteucci, unica testimonianza di un tempo in cui Fermo era punteggiata da decine di case-torri la cui altezza serviva a dimostrare in maniera tangibile la ricchezza e il potere della famiglia.

Proseguendo su Corso Cavour, proprio a poca distanza dal Tribunale di Fermo, troverete sulla vostra sinistra Palazzo Paccaroni che, in seguito al sisma, ospita i Musei Scientifici della città. Il Museo di Scienze Naturali ‘Tommaso Salvadori’ riunisce nelle sue sale la collezione ornitologica di Tommaso Salvadori che venne donata nel 1930 alla città di Fermo dalla pronipote. Osservando le teche contenenti gli esemplari imbalsamati, potrete ammirare alcuni uccelli rari come il falco pescatore, l’avvoltoio monaco e il gufo reale. 



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Sullo stesso piano del palazzo potrete visitare un museo ancora più particolare, considerando che ci troviamo a Fermo: il Museo Polare ‘Silvio Zavatti’. Pensate che è il primo museo in Italia dedicato agli ambienti, ai popoli e alle ricerche polari artiche italiane. Zavatti organizzò 5 spedizioni polari e nel 1969 riunì tutto il materiale raccolto in un museo che venne prima inaugurato a Civitanova Marche. Nel 1985 l’intera collezione venne donata al Comune di Fermo. L’intento di Zavatti non era solo quello di testimoniare il suo lavoro ai poli, ma, soprattutto, di far conoscere la cultura e le tradizioni degli inuit, di cui fu per tutta la vita strenuo difensore. Visitando le varie sale non solo avrete modo di approfondire ciò che c’è dietro ad una spedizione polare, ma di conoscere le tradizioni, le abilità, le credenze dei popoli artici. E’ un museo piccolo, ma molto interessante anche perché tratta un tema molto particolare: non dovete perdervelo assolutamente se venite a Fermo.


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MUSEO-POLARE-ZAVATTI


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3 Le cisterne romane


Arriviamo così ad un luogo che vi lascerà veramente a bocca aperta e che anche noi abbiamo potuto ammirare per la prima volta durante il photowalk: le cisterne romane di Fermo. Le visite sono guidate e partono dall’Ufficio Informazioni Turistiche che si trova in Piazza del Popolo al piano terra di Palazzo dei Priori. Sinceramente pensavamo che le cisterne fossero formate da un piccolo ambiente, molto simile ad altri che avevamo visitato in altre città e invece si tratta di un complesso molto vasto, unico nelle Marche.


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Le cisterne occupano uno spazio di 2200 metri quadri, suddiviso in trenta sale disposte su tre file, edificato nel I secolo d.C. Fin dagli inizi le cisterne servirono a conservare e distribuire l’acqua potabile in tutta la città di Fermo arrivando fino al porto. Ancora oggi si possono notare il punto di entrata dell’acqua, i pozzetti di areazione, le tubature e i canali per la depurazione. Come vi spiegheranno bene le guide, i romani avevano studiato il modo migliore per conservare l’acqua alla giusta altezza per mantenerla potabile e ben areata (in epoche recenti si decise di riempire quasi completamente le cisterne non tenendo conto del giusto spazio per l’areazione e questo rese l’acqua non potabile). I romani avevano pensato a tutto: i giusti materiali per il rivestimento delle pareti, la conformazione delle stesse per ottimizzare la pulizia delle cisterne, il canale di scolo per eliminare lo sporco. 


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In tempi recenti le cisterne sono state utilizzate come rifugio durante la seconda guerra mondiale. Pensate che, vista la possibilità di perdersi nei vari ambienti, venne dipinta sulle pareti la scritta ‘Calma’ con la freccia indicante l’uscita. Oggi viene sfruttata quest’ambientazione un po’ misteriosa con il progetto di Escape Room: un gruppo di amici entra nelle cisterne e ha tempo un’ora per riuscire ad uscire risolvendo una serie di enigmi. Forte, vero? Per prenotare potete visitare il sito www.italytolive.it e scegliere la vostra esperienza oppure contattare direttamente l’Ufficio Turistico di Fermo ( per avere maggiori informazioni.

4 Il Teatro dell’Aquila


Ritornando in Piazza del Popolo e imboccando Via Mazzini troverete sulla destra un altro gioiello di Fermo che non potete assolutamente perdervi: il celebre Teatro dell’Aquila. Anche in questo caso, per visitare il teatro potete rivolgervi all’Ufficio Turistico di Fermo che ad orari prestabiliti e ad una modica cifra ne predispone la visita guidata.



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Il teatro della città in origine non si trovava qui,  ma all’interno di Palazzo dei Priori (sì, proprio quello della Sala del Mappamondo). A seguito di un incendio, si decise di trovare una sistemazione più idonea e si decise di affidarne la progettazione all’Architetto Morelli di Imola. Il teatro venne costruito nel decennio compreso tra il 1780 e il 1790 e venne inaugurato nel 1791. All’inizio non veniva usato come intendiamo noi oggi un teatro, ma come salone delle feste da parte delle famiglie dell’alta borghesia di Fermo. Solo successivamente in seguito a diversi lavori di ristrutturazione e adattamento si iniziò ad utilizzarlo per manifestazioni teatrali. 



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Oggi il Teatro dell’Aquila, con il suo palcoscenico di circa 350 metri quadri e l’acustica perfetta, continua ad essere considerato uno degli edifici teatrali storici più prestigiosi d’Italia. Dopo una perfetta ristrutturazione che nel 1997 l’ha riportato all’antico splendore, ospita un ricco programma culturale che spazia dall’opera alla prosa, dalla musica agli spettacoli per ragazzi con l’aggiunta di eventi fuori programma o ‘speciali’ come musical e concerti. 

5 La Cattedrale di Fermo sul Colle del Girfalco


Come noterete dal profilo di Fermo ben visibile a parecchi chilometri di distanza, la città si sviluppa sulle pendici di un colle. La parte più alta è nota come Colle del Girfalco (in antichità Colle Sabulo o sabbioso): si pensa che il nome derivi dal fatto che un tempo erano molti i falchi che volavano e che erano visibili sulla sommità della collina. Oggi i falchi non ci sono più, ma il Colle del Girfalco resta uno dei punti più panoramici di Fermo: dal suo belvedere si può ammirare un paesaggio straordinario che spazia dai Monti Sibillini fino al mare. 

In questa parte di Fermo anticamente si trovavano gli edifici di culto pagani ed è proprio sulla base di uno di questi che venne edificata la Cattedrale di Fermo dedicata a Santa Maria Assunta. L’antica cattedrale venne distrutta nel 1176 per ordine del Barbarossa e circa cinquant’anni più tardi venne ricostruita da Giorgio da Como. Dell’antica struttura gotica oggi rimangono solo il prospetto e la torre campanaria. Oggi l’edificio presenta una facciata in stile romanico e gotico, mentre l’interno venne rifatto in stile neoclassico a fine ‘700. 



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Oggi il parco che si trova sul Colle del Girfalco, di fronte alla Cattedrale, è frequentato da famiglie con bambini, giovani e persone anziane. Durante tutto l’anno questo è uno dei luoghi più tranquilli della città e d’estate, vista la posizione elevata, uno dei più ventilati dove trovare un po’ di refrigerio dal caldo torrido. Tra l’altro sulla piazza si trova anche un bar-pizzeria dove fare una sosta golosa. 

Speriamo che questa carrellata delle bellezze di Fermo vi spinga a visitarla presto. Purtroppo è una città poco conosciuta e questo ci dispiace, vista la sua vicinanza al mare nonché le sue attrattive storico-artistiche. Tra l’altro le colline fermane sono punteggiate da borghi incantevoli come Torre di Palme, Moresco, Monterubbiano per rimanere vicino alla costa o paesini incantevoli di montagna come Montefalcone Appennino, Montefortino, Smerillo o Santa Vittoria in Matenano per citarne solo alcuni. 

In questo periodo dell’anno, per esempio, i borghi di montagna ospitano le sagre autunnali e a Fermo vengono organizzati un sacco di eventi. Perché non organizzare un weekend da queste parti? Siamo certi che queste zone vi piaceranno molto. Se avete bisogni di maggiori informazioni per organizzare la vostra visita contattateci pure dato che siamo della zona! Ci contiamo!

Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di ottobre 2019 indetto dal blog Trippando

6 commenti:

  1. Sono stata a Fermo un paio di settimane fa ed è stata una bellissima sorpresa. E chi se lo aspettava? ♡♡♡

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    1. Speriamo che tante persone da adesso in poi la vengano a conoscere🥰

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  2. Sono d’accordissimo: troppo spesso le bellezze vicino a casa sono quelle a cui dedichiamo meno tempo! A me è successo con Cuneo, a meno di un’ora da dove vivo io e dove ho trascorso una piacevolissima giornata.
    A Fermo - città che non conosco per niente - non mi perderei il Museo Polare perché non sapevo nemmeno di queste spedizioni italiane! Invece mi sa che l’escape room nelle cisterne mi metterebbe non poca ansia ;)

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    1. In effetti che ci sia un Museo Polare a Fermo fa strano pure a me che ci abito, ma merita veramente!! Ti aspettiamo!

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  3. Mia nonna è nata in prpprovindi Fermo ma non mi sono mai fermata da quelle parti negli anni in cui andavo a trovare qualche parente da quelle parti. La cattedrale è veramente bella! Prossima volta aggiungerò all'itinerario anche questo paese, ci sono tantissime cose da vedere *_*

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    1. Eh sì, è una bellissima città d'arte purtroppo ancora poco conosciuta! Grazie😉

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