E' veramente un piacere per me ospitare Lisa per un nuovo appuntamento con la rubrica 'Vi aspetto da me' perché ci farà da guida in una delle città più belle d'Italia: Trieste.  Città di confine, ha veramente tantissimo da offrire al turista sia a livello storico che gastronomico e naturalistico. 

Ho avuto il piacere di trascorrere due volte le vacanze da quelle parti, ma, come vedrete, è raro che non si voglia nuovamente tornare a visitarla perché è una città che ha un'atmosfera molto particolare Scopriamo insieme alla nostra ospite cosa fare e cosa vedere in un weekend a Trieste e dintorni.


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Perchè visitare Trieste e i suoi dintorni


Se venite da queste parti, oltre a Trieste, che sicuramente è da visitare, potrete scoprire molto altro: qui abbiamo il mare, che va da Muggia, una cittadina istro-veneta con le tipiche calli e il Leone di San Marco, a Duino, con il suo bel castello, dove soggiornò per un periodo anche il poeta Rilke; e poi c’è il Carso, un altopiano che sale proprio alle spalle della città, con i suoi borghi in pietra, i sentieri che si perdono nei boschi, le grotte e le osmize! 

Cosa sono le osmize? Sono cantine private aperte al pubblico, solitamente da maggio a settembre, nelle quali si possono passare piacevolmente alcune ore a bere vino e mangiare salumi. 



MUGGIA


Cosa vedere a Trieste in un weekend


Dipende molto da come arrivate a Trieste e dalla stagione nella quale programmate la visita. La provincia è relativamente piccola, ma per godere delle bellezze della costa e del Carso vi consiglio di spostarvi in macchina. In ogni caso, poi, tenete conto del fattore “bora”, il nostro vento ormai famoso in tutto il mondo che in inverno arriva a raffiche di 150 km/h! 

Comunque, diciamo che se il vostro weekend è programmato in primavera o estate e decidete di escludere la città, potreste:

Giorno1: visitare la Basilica romanica di Muggia Vecchia, il parco archeologico e poi scendere per fare un tuffo in mare, un aperitivo a Porto San Rocco e una cena di pesce nei locali del centro storico.

Giorno 2: visitare il Castello di Miramare o il Castello di Duino, fare una passeggiata sul sentiero Rilke e godervi la strepitosa vista sul Golfo oppure risalire fino a Santa Croce e percorrere il sentiero Tiziana Weiss e passare la serata in qualche osmiza o agriturismo del Carso.


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Cosa fare a Trieste: le più belle escursioni



Ritornando vicino a Muggia, c’è la possibilità di fare una bella escursione in Val Rosandra che è anche una delle palestre di roccia più quotate d’Europa. La partenza dei sentieri è presso il rifugio Premuda (il rifugio alpino più basso d’Italia), ottimo anche per un pranzo a base di cibi tipici della zona o semplicemente per una birra o un calice di vino. La passeggiata in Val Rosandra è adatta ai bambini e se ci andate in estate... portatevi il costume da bagno! Sarà un divertimento, specialmente per i più piccoli, fare un tuffo mooolto rinfrescante nelle piscine naturali del torrente Rosandra. 

In realtà, tutto il Carso triestino offre molte possibilità di fare escursioni, sia a piedi che in bicicletta. Dopo il Rilke, il Weiss e la Val Rosandra, una passeggiata che adoro è quella del Monte Cocusso (la cima più alta del Carso). Il sentiero n 28, che parte dalla chiesetta di Santa Maria Vergine a Pesek, vi porterà in uno dei punti più panoramici del Carso, dal quale potrete vedere l’Istria e le Alpi Giulie. 


Cosa e dove mangiare a Trieste


Veneziani, greci, slavi e austriaci... La nostra cucina è davvero un melting pot

Adoriamo il pesce e amiamo alla follia i bolliti di carne (la “caldaia”) e le grigliate. 

La nostra minestra tipica, che ha riscaldato generazioni di triestini nelle giornate di bora, tanto più se “scura” (=con pioggia o neve) si chiama Jota. La trovate, in inverno, nei buffet, le nostre “tavole calde” di austro-ungarica memoria, insieme alla caldaia. La Jota è una minestra di fagioli e crauti ai quali si possono aggiungere patate e cotica di maiale. Se ordinate una caldaia, invece, vi porteranno porcina, salsicce di Vienna (wurstel), salsicce di “cragno” (quelle a pasta normale), cotechino e crauti, il tutto accompagnato da senape e kren (rafano) grattuggiato. 

Nel caso delle grigliate di carne, invece, specialmente se siete in Carso, è probabile che troviate nel menu piatti di origine slava come i cevapcici (polpettine oblunghe di carne di maiale insaporita con spezie) e i rasnici (spiedini di maiale o pollo): ve l’ho scritto come si pronuncia...

Dunque, vediamo... Mangiare bene e non spendere una follia. Vi faccio un paio di nomi di posti che frequento abitualmente. 

Muggia: 


- La Bussola : ristorante pizzeria con ottimo rapporto qualità prezzo, una bella terrazza sul mare e la possibilità di mangiare pesce senza aprire un prestito in banca;

- Agriturismo da Scheriani (da marzo a agosto, Darsella di San Bartolomeo, 20 - tel.: +39040272591 - cell.: +39335301576): grigliate di carne e piatti tipici come se non ci fosse un domani in una bellissima cornice agreste. Un consiglio: prenotate il tavolo “panoramico” per godervi la vista sui colli e sul mare. 

Val Rosandra: 


- Rifugio Premuda, San Dorligo della Valle (te. 040 228147): cibo tipico/casalingo (se li hanno provate gli gnocchi - di patate o di pane - con il goulash), possibilità di pranzare/cenare all’aperto sotto alberi secolari. 

Carso: 


Il Carso è pieno di agriturismi, facili da reperire su Tripadvisor e i portali dedicati, come agriturismo.it. Il rapporto qualità/prezzo è sempre mediamente buono e per lo più i piatti sono a base di carne. Uno dei miei preferiti è l’Agriturismo Milic , che propone cibo tipico e possibilità di pernottare.

Trieste:


I Buffet che sono posti nei quali bisogna andare almeno una volta per capire parte del nostro stile di vita. I miei preferiti: 

- Siora Rosa: cucina casalinga dal 1921, adiacente a Piazza Hortis, fra Cavana e il Borgo Giuseppino.
 
- Pepi S’ciavo (Giuseppe lo Sloveno): il buffet storico di Trieste, dietro a Piazza della Borsa. 

- Da Giovanni: pochi tavoli all’interno, più spazio fuori. In Borgo Teresiano, dietro alla Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo e Ponterosso. 

Come vi dicevo, qui si mangiano Jota e caldaia. Ma non solo. 


Cosa fare a Trieste con i bambini



Oltre alle passeggiate in Carso, per le famiglie con bambini il mio consiglio è di fare una gita nella Grotta Gigante, una sessione di “tarzaning” all’Adventure Park di Duino Aurisina e, se siete nella stagione giusta, di passare qualche ora al mare, anche se fate base in centro città. 

A Trieste abbiamo ben due stabilimenti balneari raggiungibili a piedi da Piazza Unità: Bagno Ausonia, con trampolino per i tuffi, e il mitico Bagno alla Lanterna, noto ai locali come“Pedocin”. Al Pedocin donne e uomini entrano separati. Nella zona femminile sono ammessi i bambini di entrambi i sessi fino ai 12 anni.  

Lungo la strada costiera che dalla Riviera di Barcola arriva fino a Duino, poi, non avete che l’imbarazzo della scelta: i Topolini di Barcola sono il ritrovo preferito degli adolescenti e da lì in avanti ci sono diversi stabilimenti balneari come il Bagno da Sticco (con Miramare a portata di mano), il Bagno Ferroviario (perfetto per famiglie), il Bagno Alle Ginestre e molti altri, fino all’esclusivissimo Portopiccolo nella Baia di Sistiana. 

A Muggia potete andare al Bagno San Rocco, raggiungibile a piedi dal centro storico, al Bagno Punta Sottile, oppure tentare la fortuna per trovare un posto alle Piazzole, lungo la strada costiera che porta all’ex confine di stato con la Slovenia.  


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Dove soggiornare per visitare Trieste



A meno che non decidiate di concentrarvi solo sul Carso, nel qual caso vi consiglio di trovare un agriturismo vicino ai sentieri che decidete di percorrere, se volete passare qualche giorno a esplorare la nostra provincia, è meglio fare base a Trieste, dove per altro si trova la maggior parte delle strutture ricettive, siano essi hotel, B&B o stanze e appartamenti turistici.   


Un luogo particolare da non perdere a Trieste


Questa è una chicca, soprattutto per gli appassionati di natura, archeologia e mistero: la Grotta del Dio Mitra a Duino, sulle pendici del Monte Ermada. 
Il tempio, dedicato alla divinità di origine iranica venerata anche a Roma, si raggiunge attraverso un sentiero nel bosco. È possibile visitarlo al sabato mattina, meglio prendendo appuntamento. 


Un sentito grazie a Lisa

2 commenti:

  1. Finalmente visiterò Trieste ad agosto. Mi hai dato numerosi spunti utili per l'organizzazione del mio itinerario :)

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