Escursionismo


Sicuramente uno dei modi migliori per capire la personalità di un artista è osservare il luogo in cui è nato, ha trascorso la sua fanciullezza e ha lavorato. Durante il nostro recente viaggio alla scoperta di alcuni borghi veneti, abbiamo avuto modo di conoscere meglio Antonio Canova, visitando Possagno, il suo paese natale, dove si trovano alcuni dei luoghi che hanno segnato maggiormente la sua vita di artista. Scopriamo insieme cosa vedere a Possagno, il borgo che ha dato i natali ad uno degli scultori più noti del panorama artistico mondiale.


POSSAGNO-TEMPIO-CANOVIANO


Cosa vedere a Possagno: il Tempio Canoviano



Uno dei monumenti più celebri di Possagno legati a Canova è sicuramente il Tempio Canoviano o, più precisamente, la Chiesa della SS. Trinità edificato all'inizio del XIX secolo proprio da Canova. E' un edificio che si vede già a diversi km di distanza e che colpisce per la sua maestosità e per la sua eleganza.


POSSAGNO-PANORAMA
  • Per gentile concessione di Fondazione Canova onlus - Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno”.


La storia di questa chiesa ci dice molto sulla personalità di Antonio Canova. Ad inizio '800 ai piedi del Col Draga si trovava già una chiesa parrocchiale che necessitava, però, di urgenti restauri. Il problema era trovare i fondi anche perché, a parte alcune famiglie nobili, la maggioranza dei parrocchiani erano persone semplici, di pochi mezzi che si occupavano prevalentemente di allevamento e agricoltura.

Antonio Canova nel 1818 si mostrò disponibile a ricostruire la chiesa completamente a sue spese e i lavori incominciarono subito. Canova chiese esplicitamente che fossero utilizzati per la costruzione solo materiali locali e che la manodopera fosse prevalentemente del posto. In questo modo, la ricostruzione della chiesa parrocchiale diede lavoro a centinaia di veneti che per molto tempo continuarono a mostrare riconoscenza a colui che aveva dato loro la possibilità di mantenere le proprie famiglie.

Antonio Canova non ebbe la possibilità di vedere la chiesa finita perché morì nel 1822, otto anni prima che il tempio venisse completato. Il Tempio Canoviano di Possagno venne consacrato poi nel 1832.

Il Tempio riassume nella sua struttura tre stili architettonici: sul colonnato lo stile greco, ad imitazione del Partenone ateniese, il corpo centrale ricorda il Pantheon romano e l'abside con l'altare maggiore è tipico di una chiesa cattolica. Così Canova celebrò la grandezza di tre civiltà che eccellono nell'arte: l'arte cristiana, l'arte romana e l'arte greca.

Il pronao esterno ha pari larghezza rispetto al diametro interno della chiesa (27,816 metri) e la sua profondità corrisponde ad un terzo del diametro stesso. L'architrave è sostenuto da otto colonne in stile dorico alte 10 metri costruite in lumachella, una pietra locale.


POSSAGNO-TEMPIO-CANOVIANO-ESTERNO


All'interno siamo certi che resterete a bocca aperta di fronte alla cupola il cui occhio centrale ha un diametro di 5 metri circa. La cupola è divisa in sette file di 32 cassettoni ognuno con un rosone dorato al centro e questi sono di 14 tipi diversi. E' raro vedere uno spettacolo di questo genere!


POSSAGNO-TEMPIO-CANOVIANO-CUPOLA


Il Tempio Canoviano conserva le spoglie di Antonio Canova, o meglio, una parte delle sue spoglie.  Dopo la sua morte, infatti, sorse una disputa tra Possagno e Venezia su quale delle due località avrebbe dovuto conservare i resti dell'artista. La contesa si risolse smembrando il corpo: Venezia ottenne il cuore, che venne posto nella chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari, mentre l'Accademia riuscì ad avere la sua mano. Il resto del corpo venne tumulato all'interno del Tempio Canoviano. Pazzesco, vero?


POSSAGNO-TOMBA-CANOVA


Il Tempio Canoviano è visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica con i seguenti orari:
9.00-12.00 e 14.00-17.00


Cosa vedere a Possagno: la Gypsotheca e la casa natale del Canova



POSSAGNO-MUSEO-CANOVA


A poca distanza dal Tempio Canoviano si può raggiungere a piedi la casa natale di Antonio Canova, che qui nacque nel 1757. Canova trascorse qui i primi 10 anni della sua vita in compagnia del nonno, dato che il padre era morto e la madre si era risposata. Anche se poi per gran parte della sua vita Canova lavorò lontano da Possagno viaggiando in tutto il mondo, l'artista, ormai famoso, ad un certo punto  decise di ricomprare il borgo dove si trovava la sua casa e questo gli permise ogni tanto di tornare al suo paese per ritemprarsi e stare in compagnia dei suoi concittadini che tanto lo amavano.


POSSAGNO-CASA-CANOVA-PARCO


Oggi la sua casa natale fa parte del Museo Canova che celebra Canova non solo come artista, ma anche come personaggio del suo tempo. All'interno degli spazi espositivi, che si sviluppano in diverse abitazioni collegate tra loro, il visitatore può osservare i dipinti a olio e a tempera, i disegni, le memorie, i vestiti, gli strumenti di lavoro e i libri appartenuti a Canova.


POSSAGNO-CASA-NATALE-CANOVA
  • Per gentile concessione di Fondazione Canova onlus - Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno”.


La parte principale del Museo è sicuramente la Gypsotheca, la raccolta dei gessi voluta da Giovanni Battista Sartori, fratello dell'artista che trasferì qui, a partire dal 1829, tutti i modelli in gesso che si trovavano nello studio romano di Antonio Canova. Si tratta degli originali, i gessi su cui lo scultore poi creò le repliche in marmo che oggi ammiriamo in tutto il mondo. Difatti, uno dei motivi che portò Sartori a spostare tutto a Possagno fu il timore che gli allievi del Canova potessero fare copie delle opere in gesso del loro maestro e trarci guadagno. Mossa astuta, vero?


POSSAGNO-GIPSOTECA
  • Per gentile concessione di Fondazione Canova onlus - Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno”.

POSSAGNO-GIPSOTECA-ALA-SCARPA
  • Per gentile concessione di Fondazione Canova onlus - Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno”.

All'interno della Gypsotheca potrete ammirare oltre 130 calchi in gesso. Tra queste senz'altro riconoscerete opere che abbiamo studiato a scuola o ammirato in altri musei. La Gypsotheca durante la guerra fu colpita da due colpi di obice e molte delle opere in essa contenuta vennero distrutte o danneggiate. Per fortuna, dopo un grande lavoro di restauro, dopo la guerra l'esposizione venne nuovamente aperta al pubblico.

Per ulteriori informazioni sul costo dei biglietti e gli orari di apertura vi rimandiamo al sito ufficiale del Museo Canova


Altri suggerimenti su cosa vedere in zona:





6 commenti:

  1. Posto pazzesco davvero! Mi piacerebbe un sacco visitarlo, me lo segno per il futuro. Grazie Alessandra per avermelo fatto conoscere!

    RispondiElimina
  2. Ho studiato proprio lì a Possagno ed era bellissimo arrivare ogni mattina e vedere il tempio del Canova che davanti di me.. era così maestoso. All'epoca forse non comprendevo quanto quell'edificio fosse un vero capolavoro...Possagno è una piccola cittadina ma merita di essere conosciuta, grazie per questo vostro articolo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sto accorgendo (soprattutto da quando ho il blog) di quanti luoghi meravigliosi ci siano in Italia che la maggioranza delle persone non conosce. Un motivo in più x scrivere!! Grazie mille😊

      Elimina
  3. Il colpo d'occhio della gypsoteca è un capolavoro di perfezione! Ma la cosa che mi ha colpito del tuo racconto è la storia del corpo di Canova diviso tra Venezia e Possagno...roba da non credere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda... Entrare all'interno della Gypsotheca è veramente un'esperienza incredibile!! Hai ragione: la storia del corpo di Canova è veramente incredibile!!😅

      Elimina