Escursionismo


Oggi per la rubrica 'Vi aspetto da me' sono particolarmente contenta di ospitare Elena, una travel blogger piemontese che ci porterà alla scoperta della Valle Cervo, una zona ancora poco conosciuta del Piemonte che ha molto da offrire a livello naturalistico e gastronomico. Io abitavo in una vallata biellese parallela alla Valle Cervo... e quindi per me è come ospitare una vicina di casa! Ma, bando alle ciance, iniziamo subito l'intervista.


PIEMONTE-MONTAGNE-VALLE-CERVO


CIAO. RACCONTACI QUALCOSA DI TE E DEL TUO LAVORO.


Ciao a tutti, io sono Elena, nella vita maestra, e nel restante tempo appassionata mangiatrice e sfornatrice di dolci, e soprattutto innamorata dei viaggi e della loro organizzazione. Per questi motivo, ho creato il mio blog viaggiodolceviaggio, per riunire le mie due passioni. E’ un blog ancora piuttosto piccolino, ma credo molto nel progetto e desidero farlo crescere!


ELENA-COPASSO-VIAGGIO-DOLCE-VIAGGIO


DOVE ABITATE TU E LA TUA FAMIGLIA? IN QUALE PROVINCIA ITALIANA?


Io e la mia famiglia, sia quella di origine che quella che ho formato sposandomi con Giovanni un paio di anni fa, abitiamo in Piemonte, in provincia di Biella, per la precisione in un paesino di poco più di 900 abitanti, dove stiamo davvero benissimo grazie alla tranquillità, alla pace e alla splendida natura che ci circonda, e dal quale ci separiamo per viaggiare… ma nel quale torniamo sempre!
La valle nella quale si trova il nostro paesino si chiama Valle Cervo, dal nome del torrente che la attraversa.


PERCHE’, SECONDO TE, DOVREMMO VENIRE A SCOPRIRE LA ZONA IN CUI VIVI?


Valle Cervo, perché?
Valle Cervo perché è particolare quel tanto che basta per farti venire voglia di tornarci.
Si tratta di una zona del Biellese quasi selvaggia, un po’ incontaminata, sicuramente nascosta, di certo poco conosciuta, ma apprezzabile per i numerosi bellissimi scorci che regala qua e là nelle varie stagioni e per la storia che vi si respira; in certi angoli della valle il tempo pare essersi fermato per un momento.


IN UN SOLO WEEKEND COSA CI CONSIGLIERESTI DI VISITARE?


La Valle Cervo è meta ideale per trascorrevi un fine settimana con la famiglia, o anche da soli.
Si potrebbe dedicare il primo giorno all’archeologia industriale, ossia alla visita della rete di siti industriali,  risalenti all’ottocento, sviluppata tra i limitrofi paesi di Miagliano, Sagliano e Tollegno, che raccontano di lane e tessuti, di gente operosa, di turni in fabbrica, del suono delle sirene, di sentieri attraverso i boschi che portavano, per la via più breve, al luogo di lavoro operaie e operai in gruppi e mai da soli. Le ex fabbriche, che sorgevano sulla riva del torrente che dà il nome alla valle, sono ancora oggi testimonianza viva di quel passato non troppo lontano che ha fatto di Biella e del Biellese una delle zone più ricche del Paese.   



BIELLA-ARCHEOLOGIA-INDUSTRIALE


La seconda giornata può essere dedicata ad una delle numerose escursioni in montagna che è possibile fare in questa zona, di ogni grado di difficoltà.


CI SONO ESCURSIONI NATURALISTICHE O ATTIVITA’ SPORTIVE CHE SI POSSONO FARE DALLE TUE PARTI?


Ce ne sono un’infinità! Oggi vi propongo l’escursione al lago della Vecchia.

Di buon’ora, con lo zaino appresso e indossati gli scarponcini, si risale dapprima in auto l’intera valle, lungo l’unica strada che costeggia il torrente Cervo (che d’estate si affolla, su entrambe le sponde, di asciugamani colorati stesi sui sassi, grossi e piccoli, purché sufficientemente lisci e dove i bagnanti, sfidando il brivido dell’ignoto, cercano il piacere di tuffarsi  in una delle lame blu-verdi che il torrente offre); ci si concede il tempo per un caffè al bar-alimentari di Campiglia e si raggiunge quindi, senza altre soste, il paese di Piedicavallo

Lungo la strada si procede ammirando a destra e a sinistra le due “bande” della valle, quella “vej” (in ombra) e quella “sulia” (soleggiata), ricoperte di boschi di faggi e betulle e punteggiata di frazioni, case a più piani ed anche antiche ville, per la maggior parte, in realtà, ormai disabitate. 
Dal paese si procede solo a piedi, o a cavallo. La nostra meta è il lago della Vecchia (e l’omonimo rifugio) che raggiungiamo, potendo farlo nei mesi di maggio/giugno, immersi nel giallo e nel dolce profumo dei maggiociondolo in fiore e delle ginestre. La mulattiera sulla quale camminiamo, conduceva, un tempo, i valligiani in valle d’Aosta. 

Si raggiunge il Rifugio in poco meno di due ore: di recente ristrutturazione, offre 12 posti letto e una rinnovata zona invernale, attrezzata di tutto punto, a disposizione di chi volesse spingersi quassù anche in inverno, quando i gestori sono scesi a valle. Qui non mancherà un buon pranzo di quelli di una volta: spezzatino con polenta, frittata alle erbe raccolte sul posto, torta di mele e, se vi piace, un bicchiere di vino rosso. 

Nel primo pomeriggio si può raggiungere in pochi minuti di cammino il piccolo lago ed ammirare il cielo che si specchia sulla sua superficie, immaginando di vedere riemergere dalle acque la figura della fanciulla che, delusa da un amore infelice, decise di invecchiare tra i monti in compagnia del fedele amico orso. 



LA-VECCHIA-VALLE-CERVO

Se non si ha voglia o si teme di non avere sufficiente allenamento per raggiungere il Rifugio della Vecchia, si può optare per la bella passeggiata che, sempre dal paese di Piedicavallo, conduce alla deliziosa cascata formata dal torrente Irogna e restare per tutto il tempo che si vuole ad ascoltare la voce dell’acqua che s’infrange sui sassi e racconta la sua storia. 



CASCATE-IROGNA


Questa passeggiata può essere fatta anche in compagnia di bambini non troppo piccoli che possono divertirsi a superare gli ostacoli, arrampicandosi sui massi e giocare a fare i pescatori con rami e bastoni sulla riva della limpida lama.

A pomeriggio inoltrato, si lascia Piedicavallo, senza aver dimenticato di visitare il piccolissimo teatro del paese intitolato alla Regina Margherita, sede di una seguitissima rassegna di cinema dedicata al film di montagna (che si tiene nel mese di marzo) e di una rassegna di musica classica offerta durante l’estate ai numerosi villeggianti e turisti, oltre che ai biellesi che salgono qui per fuggire la calura della città, e si scende al paese di Rosazza

Qui, una rilassante passeggiata per il paese, fino al castello privato, al parco giochi, una foto con l’orso di pietra, una visita alla Casa Museo. Nel camminare per le strette stradine tra una casa addossata all’altra, si può fingere ed immaginare come era la vita di paese sotto una spessa coltre di neve negli inverni di un tempo, che ora non conosciamo più. 

A Rosazza sarebbe bene fare in modo di avere a disposizione una guida locale in grado di farci notare e spiegarci il significato dell’insieme di simboli esoterici di cui il paese è ricco, per volontà del celebre Federico Rosazza che qui visse.


QUALI SONO I  PIATTI TIPICI DELLA ZONA? CI POTRESTI CONSIGLIARE QUALCHE BUON POSTO DOVE MANGIARE BENE SENZA SPENDERE UNA FOLLIA?


I piatti tipici della zona sono sicuramente la giallissima polenta, specialmente nella sua versione ‘concia’, ovvero arricchita con formaggio e burro fuso, e la ’bagna cauda’, salsa calda preparata con olio, aglio e acciughe e consumata intingendovi verdure fresche, come peperoni e foglie di cavolo crude. Ottimi, poi, i formaggi qui prodotti, come la toma biellese ed il maccagno, ed anche i salumi, come la paletta biellese. Per finire, i dolci: i biscotti tipici del posto sono i canestrelli, le paste di meliga ed i torcetti, meglio se accompagnati da un buon bicchiere di Ratafià, un dolce liquore ricavato da ciliegie selvatiche.

Propongo una cena da Pistoletto, alla Cafeteria Luogocomune, così la visita ai siti industriali continua dalla parte opposta della valle, verso Biella. 
Altrimenti, una gustosa pizza e un’ottima birra alla pizzeria Menabrea, con possibile visita all’annesso museo della birra.


CI SONO ATTIVITÀ O LUOGHI ADATTI ALLE FAMIGLIE CON BAMBINI?


Certamente! Tutta la zona è adatta a famiglie e ad attività con i più piccoli. Mi vengono in mente, in particolare, i Parchi avventura (come quello del Santuario di Oropa o quello del paese di Veglio), le piste di pattinaggio e da sci nei mesi invernali ed i numerosissimi parco giochi disseminati in ogni paese, alcuni davvero carinissimi!


PER VISITARE AL MEGLIO LA TUA ZONA DOVE CI CONSIGLIERESTI DI SOGGIORNARE PER LIMITARE GLI SPOSTAMENTI?


Biella città può sicuramente essere una buona soluzione, magari soggiornando nella parte alta e più antica della città, denominata Piazzo.
Se però si cercano posticini più caratteristici, ci si può inoltrare in uno dei numerosi paesini disseminati per la Valle. Per esempio, paesi comodi, non troppo distanti e nei quali so esistere piccoli e deliziosi bed and breakfast, sono Tollegno, San Giuseppe di Casto, Miagliano, Tavigliano.


PENSI CHE LA TUA ZONA SIA ADEGUATAMENTE VALORIZZATA A LIVELLO TURISTICO?


Proprio no. È una zona bella, ricca di cose da fare e da vedere, ben organizzata, ed anche culturalmente vivace, ma a livello turistico no, purtroppo, non è adeguatamente valorizzata.


ULTIMA DOMANDA: C’E’ UN LUOGO IN PARTICOLARE CHE POCHI CONOSCONO, MA CHE TU CI CONSIGLI ASSOLUTAMENTE DI VEDERE DALLE TUE PARTI?


Uno dei luoghi che non si può mancare di visitare in valle Cervo è il piccolo cimitero di Oriomosso
Il paese di Oriomosso è di per sé suggestivo, perché letteralmente aggrappato alla montagna e perché può essere solo percorso a piedi. Fin da qui, probabilmente, scaturisce il silenzio che, insieme alla favolosa posizione panoramica, a sbalzo sul centro della valle, fa in qualche modo desiderare al visitatore di poter, un giorno, riposare qui per sempre. 



CIMITERO-ORIOMOSSO



IL BLOG DI ELENA:      
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2 commenti:

  1. Un vero onore essere ospitata da te... E leggere un articolo sulle zone a noi care... Sono così rari! Grazie per l'opportunità!

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    1. Grazie a te x la collaborazione! È un peccato che queste vallate non siano ancora molto conosciute!😓🥰

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