Nell'organizzare il nostro viaggio alla scoperta di Bergamo e provincia, una tappa era per noi imprescindibile: il villaggio operaio di Crespi d'Adda.
La nostra curiosità è nata dopo aver letto il romanzo "Al di qua del fiume" di Alessandra Selmi. In questo libro viene raccontata, in forma romanzata, la nascita del cotonificio e del villaggio ad opera di Cristoforo Crespi e del figlio Silvio. Visitare questo luogo significa letteralmente immergersi nelle pagine del romanzo e toccare con mano un pezzo di storia del lavoro in Italia.
Se state pianificando un tour della zona, vi consiglio di abbinare questa visita a una passeggiata in Città Alta a Bergamo e a un'escursione nella natura della Val Brembana, territori legati a doppio filo dalla storia industriale e rurale lombarda.
Breve storia di Crespi d'Adda: un sogno industriale
Crespi d'Adda è il villaggio operaio meglio conservato al mondo. Fondato da Cristoforo Crespi nel 1878 e ultimato negli anni Trenta, è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1995.
L'intento della famiglia Crespi era rivoluzionario: creare un "microcosmo" perfetto dove gli operai avessero tutto il necessario. Non solo il lavoro nel cotonificio, ma anche casa, scuola, assistenza medica e svago. Il villaggio arrivò a ospitare 1.200 persone nel momento di massimo splendore. Sebbene l'attività produttiva sia cessata nel 2003, oggi il sito rivive grazie a nuovi progetti imprenditoriali e al turismo culturale.
Cosa vedere a Crespi d'Adda: i luoghi imperdibili
Potete visitare il villaggio in autonomia o con una visita guidata. Il punto di partenza è il Visitor Centre (ex Scuole, via Manzoni 18), dove potete richiedere una mappa. Il percorso è interamente pianeggiante, quindi perfetto per famiglie con passeggini o per chi ha difficoltà motorie.
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| Unesco Visitor Centre |
Ecco i punti più significativi:
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La Fabbrica e la Centrale Idroelettrica: Il cotonificio stupisce per le decorazioni in cotto e le imponenti ciminiere. La Centrale, in puro stile Liberty, è un vero gioiello architettonico.
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La Villa Padronale: Un castello neomedievale con una torre alta 50 metri, simbolo del potere (e della protezione) della famiglia Crespi.
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Le Case Operaie e i "Palasocc": Potrete notare il passaggio dai primi condomini plurifamiliari alle iconiche casette monofamiliari con giardino, volute da Silvio Crespi per migliorare la qualità della vita dei lavoratori.
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Scuola, Ospedale e Bagni Pubblici: Servizi all'avanguardia per l'epoca, inclusa una piscina interna dove gli alunni erano tenuti a lavarsi ogni giovedì.
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Cimitero e Mausoleo: Un luogo monumentale dove il grande mausoleo dei Crespi sembra "abbracciare" le piccole lapidi degli operai, unite anche nell'eternità.
Consiglio extra: Se avete tempo, fate una passeggiata lungo il fiume Adda. Il sentiero ciclopedonale che costeggia l'acqua offre una prospettiva magnifica sulla fabbrica e permette di raggiungere il punto in cui il fiume Brembo confluisce nell'Adda, un angolo di natura davvero suggestivo.
Informazioni utili per la visita
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Quanto dura la visita? Calcolate circa 2-3 ore per girare con calma tutto il villaggio.
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Come arrivare: Crespi d'Adda si raggiunge dall'autostrada A4 (Milano-Venezia), uscita Capriate. Seguite la segnaletica marrone per il villaggio.
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Parcheggio e ZTL: Da febbraio a ottobre (sabato pomeriggio, domeniche e festivi), il villaggio diventa ZTL. È necessario lasciare l'auto nel parcheggio visitatori all'ingresso (a pagamento).
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Sito ufficiale: Per eventi e prenotazioni, consultate il sito del Crespi d'Adda UNESCO Visitor Centre.
Dove mangiare
Nel villaggio ci sono diverse opzioni, ma noi abbiamo optato per una sosta veloce ed economica al Panificio Pedroncelli (aperto tutti i giorni fino alle 14:30). Ottimi panini, focacce e pizze al taglio, ideali da gustare all'aperto nei tavolini esterni durante i giorni di festa.
Conoscevate già la storia di questo villaggio o avete letto il romanzo di Alessandra Selmi? Fatemelo sapere nei commenti, sono curiosa di conoscere le vostre impressioni!
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