martedì 30 gennaio 2018

A Campo Tizzoro i rifugi antiaerei più estesi d' Europa e il museo Smi

Sicuramente, durante il nostro recente itinerario nella provincia di Pistoia, una delle tappe più interessanti e coinvolgenti è stata la visita a Campo Tizzoro del Museo Smi e dei suoi Rifugi antiaerei, i più estesi d'Europa.

RIFUGI ANTIAEREI SMI CAMPO TIZZORO

Abbiamo avuto la fortuna, con un'altra coppia di viaggiatori, di essere accompagnati durante la nostra visita dall'Arch. Gianluca Jori, direttore dell' IRSA (Istituto di Ricerche Storiche e Archeologiche) che con la sua competenza ha reso molto stimolante la scoperta di questo luogo. 

DOVE SI TROVA CAMPO TIZZORO

Campo Tizzoro è un paese-fabbrica che si trova nella Montagna Pistoiese, lungo la Strada Modenese, la via che venne costruita nella seconda metà del '700 per collegare Pistoia (e quindi anche Firenze) con Modena.
La particolarità di Campo Tizzoro è che fino al 1910 questo paese non esisteva! Il paese-fabbrica, infatti, venne fondato ex-novo dall'industriale Luigi Orlando con il preciso scopo di industrializzare questa zona depressa della Toscana. Qui fino ad allora gli abitanti del posto si erano occupati di legname e di carbone, ma le cose cambiarono con la nascita della fabbrica SMI (Società Metallurgica Italiana).

IL MUSEO SMI

INGRESSO-MUSEO-SMI-CAMPO-TIZZORO
INGRESSO MUSEO SMI CAMPO TIZZORO

Le varie sale che compongono il Museo Smi ripercorrono la storia della fabbrica Smi che tanto cambiò la vita degli abitanti del luogo e, in un certo senso, dell'Italia intera. Purtroppo all'interno del Museo non è possibile fare fotografie, ma cercheremo di trasmettervi ciò che ci ha impressionato maggiormente.
Come dicevamo, il fine della famiglia Orlandi era quello di industrializzare le zone depresse d'Italia impiantando in quelle aree degli stabilimenti siderurgici. Pensate che in totale le fabbriche fondate dagli Orlando diedero lavoro in poco tempo, tra operai, tecnici ed impiegati, a circa 40000 lavoratori.

Cosa si produceva a Campo Tizzoro? Laminati che, sempre all'interno dello stesso stabilimento, venivano trasformati in chiodi, monete, spille da balia, ma, soprattutto, proiettili. In effetti la Smi di Campo Tizzoro produsse per decenni munizioni per pistole, fucili, moschetti e artiglieria leggera per l'esercito e la marina italiana.

All'interno del museo potrete scoprire, durante la visita guidata, le varie fasi del processo di produzione delle munizioni attraverso l'esposizione di molti macchinari tuttora funzionanti. Ma non solo. Scoprirete un mondo dove il lavoro e la vita privata si amalgamavano a beneficio dei dipendenti.

La particolarità, infatti, di Campo Tizzoro è che si tratta di un paese-fabbrica. Cosa significa? Che quando Luigi Orlando impiantò qui la fabbrica, non fece costruire solo lo stabilimento, ma un vero e proprio paese per i suoi dipendenti. In poco tempo sorsero a Campo Tizzoro case, scuole, asili, mense e addirittura fattorie che avrebbero prodotto il cibo per gli operai. Tutto ciò di cui avevano bisogno i dipendenti veniva prodotto qui. Servivano, per esempio, mobili per arredare gli appartamenti? C'erano delle falegnamerie che li costruivano.  

In questo paese tutto era all'avanguardia per quei tempi (siamo nel 1910): le case erano dotate di energia elettrica e di riscaldamento a gas. Addirittura negli asili c'era il solarium così che i bambini che non potevano raggiungere le colonie marine estive, potevano godersi il clima estivo anche qui. Parliamo di asili perchè in fabbrica lavoravano soprattutto operaie, mentre i tecnici e gli impiegati erano di solito uomini.

Non si pensava solo al lavoro a Campo Tizzoro, ma anche allo svago. I turni di lavoro (che a quell'epoca erano di 12 ore) alla Smi erano di 8 ore. Questo permetteva agli operai di avere del tempo libero da dedicare allo sport, alla musica o alla religione; a Campo Tizzoro, a questo scopo, vennero organizzate delle squadre sportive e una corale e costruita una chiesa dedicata a Santa Barbara.

I RIFUGI ANTIAEREI PIU' ESTESI D'EUROPA
 
RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO
RIFUGI SMI CAMPO TIZZORO
Il motivo vero che attira molti turisti a Campo Tizzoro è quello di visitare  i suoi rifugi antiaerei. Con un'estensione di circa 3 km ed una profondità di circa 25 metri risultano i rifugi antiaerei più estesi d'Europa.  

Vennero costruiti a partire dal 1930 a protezione dei circa 7600 operai della Smi, ma successivamente, nel 1944, servirono da rifugio a tutto il paese di Campo Tizzoro. Si arrivò ad ospitare circa 20000 persone!
In tutto il paese vennero costruiti 8 accessi ai rifugi a forma di ogiva così che tutti, udendo la sirena dell'allarme, avrebbero potuto , ovunque si trovassero, raggiungere velocemente gli ingressi. Ogni ingresso è dotato di due scale elicoidali costruite come il Pozzo di San Patrizio: questo agevolava l'uscita e l'entrata delle migliaia di persone al rifugio.

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SCALE ELICOIDALI

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Le gallerie erano alimentate ad aria e provviste di filtri antigas in caso di attacco chimico. In ogni galleria, inoltre, era tutto organizzato per provvedere alle necessità immediate dei rifugiati anche per lunghi periodi: vi era il pronto soccorso, le infermerie con posti letto, la cappella, i bagni, i locali per la decontaminazione.

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LOCALE BONIFICA

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INFERMERIA

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MEDICINALI ORIGINALI
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SQUADRA BONIFICA

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LETTI INFERMERIA

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DEPOSITO MASCHERE ANTIGAS
Quando si visitano le gallerie, la cosa impressionante è che sembra di tornare indietro nel tempo. Tutto è rimasto come allora: perfino le istruzioni scritte sui muri e i medicinali conservati nell'infermeria sono quelli originali. Ogni oggetto e ogni insegna ha un motivo per stare lì e le guide saranno ben felici di spiegarvelo. 

SCRITTE-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO

DIVIETO-FUMO-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO

SCRITTA-RIFUGI-ANTIAERE-SMI-CAMPO-TIZZORO

CESSATO-ALLARME-RIFUGI-ANTIAERE-SMI-CAMPO-TIZZORO

INFORMAZIONI UTILI ALLA VISITA

BIGLIETTI
  • INTERO 10 euro
  • RIDOTTO 8 euro
  • GRUPPI 7 euro
  • SCUOLE 5 euro
Nel prezzo del biglietto è compresa la visita guidata di circa 40 minuti. 


ORARIO VISITE GUIDATE

Dal 1/10 al 31/3 (chiuso lunedì e martedì): 10.15-11.30-14.00-15.00-16.30

Dal 1/4 al 30/9 (chiuso il martedì):  10.15-11.30-14.00-15.00-16.00-17.00


Per maggiori informazioni:

www.irsapt.it
rifugismi@irsapt.it
Tel/Fax 0573/65724


Speriamo che questo post vi sia piaciuto e ci auguriamo che presto anche voi possiate visitare il Museo e i Rifugi Smi. Se siete amanti della storia vi suggeriamo di leggere il post che abbiamo scritto dopo la nostra visita a Bondeno della mostra "Il silenzio assordante di Chernobyl". 

Continuate a seguirci perchè presto arriveranno altri post su cosa visitare a Pistoia e dintorni.







martedì 23 gennaio 2018

Cosa vedere a Certaldo: il borgo dov'è nato (forse) il Boccaccio

Durante il nostro recente itinerario low cost in Toscana, dopo aver visitato il meraviglioso borgo di Monteriggioni, abbiamo deciso di proseguire il nostro viaggio dirigendoci verso Certaldo, il paese noto per aver dato i natali a Boccaccio. In realtà, sul fatto che Boccaccio sia veramente nato a Certaldo le opinioni degli studiosi sono discordanti. Quello che è certo che Boccaccio visse gli ultimi anni di vita a Certaldo e qui morì nel 1375.


CERTALDO-ALTO
CERTALDO ALTO

COSA VEDERE A CERTALDO

Al di là se Boccaccio sia nato qui o meno, vale la pena comunque di visitare questo magnifico borgo, posto nel cuore della Valdelsa. Il paese si compone di due parti: la Certaldo moderna, in pianura, e il borgo medievale in alto sul colle.

E' possibile raggiungere Certaldo Alto sia a piedi, percorrendo una ripida salita, o usufruendo della funicolare che da Piazza Boccaccio vi porterà direttamente nel borgo vecchio.

Come nella maggioranza dei borghi medievali, anche Certaldo Alto è difesa da una cinta muraria intervallata da tre porte che permettono l'accesso al paese. La principale, Porta al Sole, prende nome proprio dalla sua posizione.
PORTA-AL-SOLE-CERTALDO
PORTA AL SOLE

Non appena si entra nel borgo si potrà notare che non esistono vere e proprie piazze in quanto il centro storico ha una forma allungata e si sviluppa longitudinalmente lungo la via principale, Via Boccaccio (naturalmente!).


VIA-BOCCACCIO-CERTALDO
VIA BOCCACCIO

Il borgo è piccolino, ma veramente affascinante con le sue viuzze, i pozzi, i giardini nascosti e le sue botteghe storiche. Ogni angolino merita una sosta e, per chi ama la fotografia, non c'è che l'imbarazzo della scelta per quanti scorci meravigliosi sia possibile ritrarre.

POZZO-CERTALDO

CHIOSTRO-CERTALDO


Più o meno a metà di Via Boccaccio troverete sulla sinistra la Casa del Boccaccio, visitabile pagando un biglietto unico combinato che vi permetterà di visitare, alla modica cifra di 4 euro, anche Palazzo Pretorio.

Parte della casa fu bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale. Osservando la facciata noterete, infatti che la parte più scura è la parte originale della costruzione, mentre i mattoni più chiari sono quelli utilizzati successivamente durante la ricostruzione.

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CASA BOCCACCIO

All'interno della casa-museo troverete alcune suppellettili appartenute all'artista, ma anche numerose copie del Decameron tradotto in varie lingue del mondo. La casa di Boccaccio è anche sede del Centro Nazionale Studi sul Boccaccio ed è per questo che in questo luogo vengono organizzati spesso mostre e seminari a tema. Salendo sulla torre potrete godere di un panorama stupendo sul borgo e sulla Valdelsa.

Poco più su vi troverete davanti alla facciata di Palazzo Pretorio. Un tempo dimora dei conti Alberti,  è il monumento simbolo di Certaldo. Gli stemmi in facciata, alcuni realizzati dai Della Robbia, rappresentano i simboli dei vari Vicari che si sono succeduti in questo palazzo. All'interno sono visitabili varie stanze, oltre alle prigioni e alla sala della tortura.

PALAZZO-PRETORIO-CERTALDO
PALAZZO PRETORIO

INGRESSO-PALAZZO-PRETORIO-CERTALDO

CERTALDO


Certaldo è rinomata anche per le sue feste medievali, la più nota delle quali è sicuramente Mercantia, organizzata ogni anno nel mese di luglio. Durante questo festival vengono portati in scena circa un centinaio di spettacoli di strada. Lungo le vie del borgo i mercanti espongono prodotti artigianali di vario tipo. Cene medievali e concerti completano il tutto per la gioia dei visitatori che affollano il centro storico.

DOVE MANGIARE A CERTALDO

A Certaldo non avrete che l'imbarazzo della scelta nel decidere dove mangiare. Numerose osterie e ristorantini offrono menu ad un prezzo ragionevole dove potrete gustare i piatti tipici toscani o acquistare direttamente i prodotti della zona.

OSTERIA-BOCCACCIO-CERTALDO

Noi per pranzo abbiamo scelto l'Enoteca Boccaccio, un locale molto carino dove è possibile abbinare un buon bicchiere di vino a piatti tipici del territorio. Noi, per esempio, abbiamo ordinato un tagliere di formaggi e salumi tipici oltre ad una selezione di bruschette. Non abbiamo potuto fare a meno di provare due dei dolci più famosi della zona: i cantucci con il vin santo e il panforte. E' possibile acquistare direttamente da loro una vasta selezione di vini nonchè dolci, formaggi, salumi, salse e molto altro ancora. Il rapporto qualità/prezzo è ottimo.

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ENOTECA-BOCCACCIO-CERTALDO

Se vi fa piacere, continuate a seguirci perchè nei prossimi post vi racconteremo altre tappe del nostro viaggio in Toscana e, precisamente, ci sposteremo nella provincia di Pistoia.

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martedì 16 gennaio 2018

Cosa vedere a Monteriggioni, il borgo citato da Dante nella Divina Commedia

Durante il nostro recente 'itinerario low cost' in Toscana abbiamo pensato di fermarci a visitare un borgo dalla forma molto particolare: Monteriggioni. Il borgo, infatti,  è totalmente circondato da alte mura con 14 torri fortificate. Il suo aspetto è così particolare da aver suggerito a Dante una similitudine nella Divina Commedia: "Monteriggioni di torri si corona" (Inferno, XXXI). Al di là delle mura così scenografiche, cosa si può vedere a Monteriggioni?

TORRI-DI-MONTERIGGIONI

Il borgo di Monteriggioni venne edificato nel '200 dai senesi a difesa dei possibili attacchi degli eserciti fiorentini. Firenze più volte intimò ai senesi di distruggere il castello, ma, imperterriti, i senesi continuarono la costruzione potenziandone la capacità difensiva edificando la famosa cinta muraria. Il fatto che Dante l'abbia citata nella Divina Commedia significa che già a quel tempo la forma di Monteriggioni destava la curiosità di tutti coloro che la vedevano.

In realtà il borgo di Monteriggioni è piccolino. Una volta oltrepassata la Porta Romea (una delle due porte che permettono l'ingresso al paese) vi troverete di fronte ad un'unica via principale, via I Maggio, che divide in due il borgo. Tra l'altro anche la celebre Via Francigena attraversa Monteriggioni nel suo lungo percorso che collega l'Europa Occidentale (e in particolare la Francia) a Roma.

PORTA-ROMEA-MONTERIGGIONI
PORTA ROMEA

INTERNO-PORTA-ROMEA-MONTERIGGIONI
INTERNO PORTA ROMEA

A pochi passi da Porta Romea si trova Piazza Roma, la piazza principale del borgo, su cui si affacciano numerosi negozietti di artigianato, botteghe e ristorantini. Sempre qui potete visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta (XIII secolo) in stile romanico.

PIAZZA-ROMA-MONTERIGGIONI
PIAZZA ROMA

CHIESA-SANTA-MARIA-ASSUNTA-MONTERIGGIONI
PIAZZA ROMA

Recandovi al punto informazioni potrete acquistare un modico biglietto  che vi permetterà di accedere ai camminamenti sulle mura. Ad oggi una parte dei camminamenti è in fase di restauro, perciò potrete salire solo su uno dei due camminamenti attrezzati. La parte visitabile è lunga pochi metri, ma permette di godere di una meravigliosa vista sul borgo e sulla campagna circostante. Vi sarà possibile ancor meglio da quell'altezza apprezzare la forma così particolare di Monteriggioni.


CAMMINAMENTI-MURA-MONTERIGGIONI
CAMMINAMENTI SULLE MURA

BORGO-DI-MONTERIGGIONI
VEDUTA DI MONTERIGGIONI DAI CAMMINAMENTI

Nel biglietto è incluso l'ingresso al piccolo museo 'Monteriggioni in arme' che permette di dare uno sguardo alle armature e alle tecniche militari usate nel lontano Medioevo. Manichini e riproduzioni chiariscono al visitatore come avveniva l'attacco e la difesa dei borghi fortificati. Per la gioia dei bambini è possibile anche toccare, e spesso indossare, parti di armatura e spade. Vi divertirete sicuramente a fotografarvi a vicenda!

MUSEO-ARMI-MONTERIGGIONI

MUSEO-MONTERIGGIONI-IN-ARME

MUSEO-ARMI-MONTERIGGIONI

Vi piacciono i borghi medievali? A noi moltissimo ed è per questo che nella sezione 'Borghi' del blog troverete molti altri spunti per i vostri week-end a spasso per l'Italia.

Continuate a seguirci perchè a breve arriveranno altri post dedicati alla Toscana!

martedì 9 gennaio 2018

Un giorno a Bologna: cosa vedere se non ci siete mai stati prima

Ebbene sì, nonostante i nostri itinerari su e giù per l'Italia, non eravamo mai stati a Bologna. Per il ponte dell’8 dicembre, dopo aver visitato a Bondeno (Fe) la mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’ e a San Giovanni in Persiceto (Bo) i murales di Piazzetta Betlemme, abbiamo pensato di dedicare una giornata, prima del ritorno a casa, alla scoperta di Bologna. Sinceramente non ci aspettavamo che fosse così bella: una delle più belle città italiane che abbiamo mai visitato. Ecco cosa potete vedere in un giorno a Bologna se è la vostra prima volta in città.

CENTRO-STORICO-BOLOGNA

Una prima cosa che ci sentiamo di consigliarvi è quella di non sprecare tempo a cercare un parcheggio gratis... Da quello che abbiamo potuto constatare noi i parcheggi vicini al centro sono tutti a pagamento... Quindi basta... Arrendetevi come abbiamo fatto noi e parcheggiate in uno dei tanti parcheggi presenti in città. Noi abbiamo deciso di posteggiare nel Parcheggio Multipiano Riva Reno.

Sinceramente, dato che era già tardi quando siamo arrivati a Bologna, la nostra prima tappa è stata culinaria.

DOVE MANGIARE A BOLOGNA

Su consiglio di un’amica, abbiamo prenotato x pranzo un tavolo DA VITO, una celebre trattoria storica di Bologna in Via Mario Musolesi, 9. Era qui che un tempo si ritrovavano alcuni tra i più famosi cantautori italiani e le foto all'interno del locale lo dimostrano. L'ambiente è molto semplice, ma pulito. Si respira un'atmosfera di altri tempi, di antica convivialità. La cucina propone ottimi piatti della tradizione bolognese, preparati con cura e semplicità. I prezzi non sono alti. Noi abbiamo provato due primi (cappelletti in brodo di cappone e tortelli panna e funghi) e due dolci della casa. Tutto molto buono.  Vi consigliamo di prenotare perché il locale è sempre pieno.

COSA VEDERE A BOLOGNA IN UN GIORNO

La nostra visita di Bologna è iniziata percorrendo a piedi Via San Vitale, una delle numerose direttrici che portano al cuore della città. Quello che salta subito all'occhio è la presenza costante dei portici in tutta la città. Praticamente la si può visitare benissimo anche in caso di pioggia senza mai bagnarsi

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VIA SAN VITALE

Sulla sinistra si incontra Palazzo Fantuzzi, caratterizzato da una facciata bugnata e da due sculture che rappresentano il simbolo della famiglia: un elefante che sostiene una rocca.


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PALAZZO FANTUZZI

Poche decine di metri più avanti si arriva a Piazza di Porta Ravegnana dove si possono ammirare le due famose torri di Bologna: la Torre degli Asinelli e la Garisenda. Si dice che un tempo in tutta Bologna ci fossero più di 200 torri; oggi ne rimangono circa una ventina nel centro storico.


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LE DUE TORRI

La Torre degli Asinelli (97,20 m) prende nome dalla famiglia che la eresse all'inizio del XII secolo.  La Torre, come si vede facilmente anche ad occhio nudo, pende di 2,23 metri verso ovest e questo la rende la torre pendente più alta d'Italia. Pagando un biglietto d'ingresso di 5 euro è possibile accedervi così da poter ammirare, dall'alto dei suoi 498 scalini, un panorama stupendo a 360° sull'intera città. Al piano inferiore la torre ospita alcune botteghe artigiane. Per accedere alla Torre è obbligatoria la prenotazione in quanto la salita è organizzata in fasce orarie. Potete acquistare i biglietti on-line attraverso il  sito ufficiale dedicato alle due Torri oppure nel Punto Bologna Welcome in Piazza Maggiore.

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LA TORRE DEGLI ASINELLI

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NEGOZI PIANO TERRA TORRE DEGLI ASINELLI

La Garisenda, invece, non è visitabile ed è alta 48 metri. In origine era alta circa sessanta metri, ma per timore di un crollo a causa del terreno su cui venne costruita si decise di abbassarla.

A questo punto vi consigliamo di deviare verso sinistra imboccando Via Castiglione entrando così nel 'Quadrilatero'. Si tratta di un'area commerciale e artigianale che trae le sue origini dall'antico mercato medievale. Percorrere queste viuzze così affollate, piene di profumi e colori significa entrare a contatto con la Bologna più autentica. E' attraversando questa zona che abbiamo finalmente capito  perchè questa città venga definita 'la grassa'. Le antiche botteghe storiche (macellerie, pescherie, pasticcerie, drogherie ecc) rivivono in tutta la loro abbondanza di prodotti gustosi e profumati. E' una gioia per gli occhi e per il palato attraversare questa fitta rete di vicoli, ve lo possiamo assicurare. Sembra veramente di tornare indietro nel tempo agli antichi mercati medievali!


QUADRILATERO-BOLOGNA

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VIA DELLE PESCHERIE VECCHIE


Da qui facilmente arriverete a Piazza Maggiore, il vero cuore della città. E' qui che si affacciano i principali edifici religiosi ed istituzionali di Bologna: la Basilica di San Petronio, il Palazzo dei Notai, il Palazzo d’Accursio, il Palazzo del Podestà e il Palazzo dei Banchi.


PIAZZA-MAGGIORE-BOLOGNA
PIAZZA MAGGIORE

PALAZZO-DEL-PODESTA'-BOLOGNA
PALAZZO DEL PODESTA'


BASILICA-DI-SAN-PETRONIO-BOLOGNA
BASILICA DI SAN PETRONIO

PALAZZO-D-ACCURSIO-BOLOGNA
PALAZZO D'ACCURSIO

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PALAZZO DEI BANCHI

A fianco di Piazza Maggiore, come fosse un naturale proseguimento, si trova Piazza del Nettuno. La piazza prende il nome dalla fontana del Nettuno attualmente in fase di restauro.

Affacciato su Piazza del Nettuno vi consigliamo di entrare all'interno di Palazzo d'Accursio che ospita  Salaborsa, una biblioteca multimediale dove tutti possono entrare gratuitamente ed usufruire dei vari servizi che offre. Non solo è possibile leggere o prendere in prestito libri, dvd, cd, ma anche connettersi alla rete wifi gratuita e partecipare alle numerose iniziative culturali che giorno dopo giorno vengono organizzate a beneficio di tutti i bolognesi, da 0 a 100 anni di età.


SALABORSA-BOLOGNA
SALABORSA

Se volete godere di un punto di vista diverso sulla città dirigetevi in Via Piella. Qui tra i numeri civici 16 e 18 c'è una piccola finestrella che dà sul canale sottostante. Ebbene sì, un tempo Bologna era attraversata da numerosi canali ed era dotata perfino di un porto fluviale.

FINESTRELLA-VIA-PIELLA
FINESTRELLA IN VIA PIELLA

CANALE-VIA-PIELLA



DOVE FARE MERENDA A BOLOGNA

Se, a furia di passeggiare su e giù per la città vi è venuto un certo languorino, allora vi consigliamo un posticino famoso tra i ragazzi bolognesi: Bombocrep. Qui potrete gustare decine e decine di varietà diverse di crepes dolci e salate, waffle, cornetti e, naturalmente, bomboloni. I prodotti sono freschissimi e gli ingredienti sono selezionati accuratamente. Impossibile resistere a tanta dolcezza!


BOMBOCREP-BOLOGNA


E così si conclude il nostro itinerario a piedi nel centro di Bologna. Speriamo di tornare presto a visitare questa città perchè sappiamo che sa riservare al turista ancora tante belle sorprese. Anzi, se la conoscete bene o abitate a Bologna, fateci sapere nei commenti quali sono altri punti imperdibili della città. Ne terremo conto nella nosra prossima visita!