martedì 19 dicembre 2017

'Il silenzio assordante di Chernobyl', una mostra per non dimenticare

26 aprile 1986: una data difficile da dimenticare. Proprio quella notte, durante un test nella centrale termonucleare di Chernobyl, si verificarono due esplosioni che produssero una contaminazione ambientale 100 volte superiore a quella di Hiroshima e Nagasaki. Al disastro di Chernobyl e alle sue conseguenze sulla popolazione e sulla natura è dedicata una mostra fotografica multisensoriale, intitolata ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’. Abbiamo potuto visitare questa mostra pochi giorni fa in una scuola abbandonata a Bondeno, in provincia di Ferrara. È una mostra toccante e intelligente, che merita veramente una visita.


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INGRESSO MOSTRA A BONDENO

La mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’ è stata organizzata dall'associazione ‘I luoghi dell’abbandono’. È una mostra itinerante, che ha toccato vari luoghi del Veneto e che verrà prossismamente organizzata in altre località italiane. La mostra si basa sulle fotografie e sul materiale raccolto da 18 fotografi che si sono recati nel luogo del disastro 31 anni dopo l’accaduto. In un percorso di circa 1 km, attraverso immagini, suoni e odori si vuole ricreare quello che ancora oggi si può trovare a Pripyat, la città progettata e costruita per ospitare gli operai e i tecnici della centrale di Chernobyl e abbandonata definitivamente dopo il disastro.


SCUOLA-ABBANDONATA-A-BONDENO
LA SCUOLA ABBANDONATA DI BONDENO CHE HA OSPITATO LA MOSTRA

Non appena si varca l'ingresso della mostra (costo biglietto 5 euro) la prima scena che visualizziamo è quella di un uomo che ascolta in televisione la notizia del disastro di Chernobyl. Purtroppo, come evidenziato più volte da pannelli esplicativi affissi alle pareti, all'inizio non venne percepita chiaramente l'entità del disastro e le autorità per molto tempo continuarono a minimizzare l'accaduto. All'inizio fu detto alla popolazione locale che nessuno era in pericolo e questo ritardò di molto l'evacuazione degli abitanti.


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Lungo un primo corridoio sono state raccolte le prime pagine dei giornali che nel 1986 dedicarono uno spazio al disastro di Chernobyl. Colpisce quanta disinformazione ci fosse. Un giornale, per esempio, il 1 maggio 1986 affermava che la nube atomica giunta in Italia ormai avesse perso la sua pericolosità. Oggi, a distanza di 31 anni, sappiamo quanto fossero azzardate quelle parole. Ancora oggi ci ammaliamo di cancro e leucemie legati anche alle radiazioni di origine nucleare. Per non parlare di giornalisti che consigliavano di non bere latte o mangiare verdure a pochi giorni dal disastro. Fosse bastato solo questo a proteggerci!

GIORNALE-DI-VICENZA-CHERNOBYL


Le sale successive della mostra chiariscono meglio le modalità del disastro e documentano, attraverso fotografie e filmati originali, le prime ore dopo l’accaduto. Molto spazio viene dedicato giustamente a coloro che letteralmente salvarono l’umanità dal disastro nucleare: i pompieri di Chernobyl. Arrivati subito dopo l’accaduto, furono pronti ad affrontare una morte sicura pur di cercare di spegnere l’incendio del reattore. Pur non avendo l’equipaggiamento adeguato salirono sul tetto per domare le fiamme. Rimasero sul tetto un’ora assorbendo onde radioattive a dosi di 20000 Roentgen/ora (la dose letale è di 400): dopo 48 secondi di esposizione la loro morte era sicura. Difatti, trasportati in ospedale poche ore dopo, morirono entro due settimane con atroci sofferenze. Non è di certo fuori luogo definirli eroi: eroi per caso e per scelta.


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Molte altre persone lavorarono a Chernobyl per limitare il disastro e costruire un sarcofago attorno al reattore: i cosiddetti ‘liquidatori’. Furono promessi a queste persone, in cambio delle ore trascorse in servizio, un salario e il pensionamento anticipato. Molti giovani, provenienti dalle campagne e in condizioni di povertà, accettarono l’incarico. Com’è facile immaginare, la maggior parte di loro morirono di cancro o di leucemia, mentre ad altri, nel corso del tempo, vennero ridotti o annullati i benefici ottenuti ed oggi non hanno nemmeno la possibilità di curarsi. Eppure nessuno ne parla.


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Le sale successive ricreano la situazione attuale a Pripyat, la città abbandonata. La città venne costruita per ospitare le famiglie dei tecnici e degli operai che avrebbero lavorato a Chernobyl. Nel 1986 contava circa 47000 abitanti ed era una città moderna, dotata di due ospedali, un centro commerciale, bar, cinema, ristoranti e molte altre attività commerciali. Pensate che cinque giorni dopo il disastro alla centrale di Chernobyl, si sarebbe dovuto inaugurare il parco dei divertimenti di Pripyat che invece non verrà mai utilizzato.

PARCO-GIOCHI-DI-PRIPYAT
PARCO GIOCHI DI PRIPYAT

PARCO-GIOCHI-A-PRIPYAT
PARCO GIOCHI DI PRIPYAT

36 ore dopo il disastro ci fu l’ordine di evacuazione e circa mille pullman vennero inviati a Pripyat per trasportare gli abitanti verso altre località. Fu detto agli abitanti di Pripyat di prendere solo il necessario perché entro tre giorni sarebbero potuti ritornare alle loro case, ma in realtà non vi fecero più ritorno.

Oggi Pripyat è una città fantasma, tutto è rimasto cristallizzato come nel giorno dell’evacuazione. I fotografi che hanno visitato Pripyat pochi mesi fa hanno immortalato alcune zone della città (tra cui, per esempio, la scuola, l’ospedale, l’asilo e il parco giochi) e i curatori della mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’, basandosi sulle fotografie, hanno ricreato quegli ambienti. Visitare le varie stanze dà l'impressione di passeggiare lungo le vie di Pripyat dove il tempo si è fermato 31 anni fa.


RICOSTRUZIONE-SCUOLA-DI-PRIPYAT
RICOSTRUZIONE SCUOLA DI PRIPYAT

RICOSTRUZIONE-PARCO-GIOCHI-DI-PRIPYAT
RICOSTRUZIONE PARCO GIOCHI DI PRIPYAT
Leggendo i pannelli e ascoltando le spiegazioni di un responsabile della mostra, abbiamo appreso alcune informazioni che non si leggono in nessun testo scolastico. Per esempio, si ritiene che il deposito dell'ospedale di Chernobyl sia il luogo più radioattivo al mondo in quanto lì furono abbandonati, durante l'evacuazione, oggetti e abiti provenienti da persone contaminate dalle radiazioni di Chernobyl.

RICOSTRUZIONE-OSPEDALE-DI-PRIPYAT
RICOSTRUZIONE OSPEDALE DI PRIPYAT

La maggioranza degli oggetti delle stanze non vengono realmente da Pripyat, ma sono stati utilizzati semplicemente per ricreare gli ambienti. Comunque, in una vetrinetta apposita, è possibile vedere alcuni oggetti originali (naturalmente decontaminati) tra cui scarpine e giocattoli di bimbi. È interessante sapere che, già prima del disastro di Chernobyl, tutti i bambini indossavano a scuola le maschere antigas. Questa precauzione non era legata alla presenza della centrale nucleare, ma alla paura di un attacco da parte degli americani (siamo nell’epoca della Guerra Fredda).

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OGGETTI ORIGINALI PROVENIENTI DA PRIPYAT

Ci è stato ben spiegato che le radiazioni non hanno raggiunto l'Occidente solo attraverso i venti che hanno sospinto la nube tossica, ma anche per mezzo di oggetti trafugati dal luogo del disastro e poi rivenduti in Europa. Molti infatti sono stati gli atti di vandalismo perpetuati a Pripyat... Molte case sono state spogliate del loro arredamento...Molte auto sono state portate via...Ed è impossibile sapere dove si trovino oggi.

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Certo, visitare la mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’ non è una passeggiata. È una mostra che si visita in silenzio, quasi in punta di piedi. È una mostra seria, realizzata da persone intelligenti che spinge a riflettere sul passato, ma anche sul presente. Perché? Perché purtroppo gli errori si ripetono e questo non riguarda solo il disastro dovuto ad una contaminazione radioattiva. Ancora oggi, attraverso i mezzi di comunicazione, vengono diffuse bugie e spesso viene nascosta la verità su una certa situazione. Ecco, penso che visitare una mostra di  questo tipo serva proprio a questo: ad insegnarci  ad aprire gli occhi e a non accontentarci di quello che ci viene raccontato.


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FRASE-CARLOS-RUIZ-ZAFON

Naturalmente quello che vi abbiamo raccontato è solo una piccola parte di quello che scoprirete visitando la mostra. Per ora si sa che la mostra verrà allestita a Vicenza a febbraio, ma si pensa tra il 2018 e il 2019 che verrà organizzata anche in altre città d'Italia. Per maggiori informazioni potete rivolgervi direttamente all'associazione 'I luoghi dell'abbandono'.

Spero tanto che possiate anche voi visitare questa mostra e che questo post vi abbia incuriosito. Noi per primi l'abbiamo visitata dopo aver letto il post di Sara di Cappellacci a Merenda.  Se la visitate fateci sapere la vostra impressione al riguardo.



martedì 12 dicembre 2017

Come organizzare un week-end fuori porta

Spesso alcuni nostri amici e conoscenti, guardando le foto dei nostri week-end fuori porta, ci chiedono come ci organizziamo per sapere cosa vedere in una determinata zona. Abbiamo pensato di condividere con voi il metodo che utilizziamo per organizzare i nostri week-end in giro per l'Italia. E' doverosa una premessa: non intendiamo insegnare niente a nessuno. Vogliamo solo condividere cosa troviamo utile fare NOI prima di partire sperando che possiate ricavare dalla nostra esperienza qualche spunto utile.

ZAINO-SCARPONI-CARTINA

  • DECIDIAMO LA META IN BASE AI GIORNI A DISPOSIZIONE

Può sembrare scontato, ma è necessario decidere la meta in base ai giorni di vacanza a disposizione. Fino a poco tempo fa, con la scusa che mio marito fa il camionista, lo sfruttavo e gli facevo fare troppi km. Poveri noi!


CARTINA-ITALIA


Adesso pianifico insieme a lui il viaggio in questa maniera: per un week-end breve rimaniamo in regione...per un week-end lungo ci spostiamo verso le regioni confinanti (nel nostro caso Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e, se abbiamo più tempo a disposizione, Lazio e Toscana).

  • PRENDIAMO COME PUNTO DI RIFERIMENTO UN CAPOLUOGO DI PROVINCIA
Dato che già conosciamo a grandi linee le regioni più vicine a noi, guardando la cartina ci concentriamo su una provincia che conosciamo un po' meno. Per farvi un esempio, per il nostro anniversario a maggio scorso siamo stati in provincia di Modena. Se volete potete leggere i post dedicati alla visita di Modena in un giorno e a cosa vedere nei dintorni di Modena.

  • FACCIAMO UNA RICERCA PER SCOPRIRE COSA VEDERE NEL CAPOLUOGO DI PROVINCIA

PENNA-MAPPA-STRADALE


Tramite internet e attraverso diverse guide cartacee decidiamo cosa vedere nella città principale. Trovo molto utile leggere i racconti di viaggio di altri travel bloggers. La differenza rispetto ad una guida turistica è che il racconto di un travel blogger è un racconto vero, reale, di una persona che veramente è stata in quei posti. Una guida cartacea o un articolo di giornale possono essere sicuramente completi e dettagliati , ma non trasmettono di solito il calore di un vero viaggiatore che ha visto di persona quei luoghi. Certo, anche i travel bloggers possono fare 'i furbetti'. Personalmente quando leggo un post troppo vago o generico ho l'impressione che la persona non sia stata veramente in quel posto. Sono i particolari a fare la differenza.

Stabiliamo, quindi, cosa visitare (musei, monumenti, parchi ecc) appuntandoci i giorni e gli orari di apertura: ci servirà poi per pianificare un programma di visite.

  • DECIDIAMO QUALI BORGHI VISITARE IN PROVINCIA

CIVITA-DI-BAGNOREGIO

Di solito dedichiamo un giorno intero alla città principale della provincia e i giorni restanti ad alcuni borghi in provincia.

Per decidere quali visitare ci affidiamo a due categorie di borghi: i Borghi più belli d'Italia e le Bandiere Arancioni. Queste certificazioni vengono rilasciate a borghi che si distinguono, per esempio, per la cura che dimostrano nell'accoglienza del turista, per la qualità ambientale della zona, per le attrattive turistiche e culturali.

Dopo aver scelto quali borghi visitare, stabiliamo, come per il capoluogo di provincia, cosa vedere in ciascuno di essi.

  • SCEGLIAMO DOVE DORMIRE E DOVE MANGIARE

CAMERA-D-ALBERGO

In base alla provincia che intendiamo visitare, cerchiamo un b&b o un hotel in posizione centrale rispetto ai paesi da visitare per evitare di fare troppi km inutilmente. Cerchiamo anche ristoranti, osterie o pizzerie dove provare prelibatezze tipiche della zona. Preferiamo, infatti, durante il nostro soggiorno, non mangiare la solita pizza o il solito panino, ma assaggiare piatti tipici preparati con ingredienti del posto.

Prima di prenotare il b&b diamo sempre un'occhiata alle recensioni dei clienti su portali turistici come Trip Advisor o Booking. Di solito prenotiamo contattando direttamente la struttura, ma leggere le recensioni pubblicate da altre persone è una cosa che troviamo veramente utile.

PRENOTAZIONE-ONLINE

A proposito di prenotazioni in hotel, sapete che qualche mese fa è stata abolita la Parity Rate? Potete scoprire cos'è e i possibili vantaggi della sua abolizione in un post che abbiamo scritto qualche settimana fa.

  • DIAMO FORMA AD UN PROGRAMMA DI VIAGGIO

PROGRAMMA-DI-VIAGGIO

Buttiamo giù una specie di schema su cosa fare ogni giorno di viaggio. Naturalmente tutto può essere variato in base ad imprevisti, problemi di salute, condizioni atmosferiche o altri intoppi.

Forse tutta questa organizzazione può essere eccessiva per alcuni, ma noi troviamo veramente utile pianificare i nostri week-end in questo modo. Troviamo che in questa maniera risparmiamo tempo e risorse preziose, che possiamo poi impiegare nella visita stessa.

Per chi ama viaggiare, il viaggio comincia molto tempo prima con l'organizzazione. In un certo senso, quando si parte, siamo già a metà viaggio.

CAMPER-MARE-VACANZA

E voi come vi organizzate? Pianificate tutto o vivete alla giornata? Amate organizzare tutto prima o pensate sia un dispendio inutile di energie? Ci farebbe piacere sapere la vostra opinione al riguardo. Se vi fa piacere, lasciateci un commento qua sotto. Grazie!!!









  



martedì 5 dicembre 2017

Montefortino, il secondo comune più esteso della provincia di Fermo

E' proprio così. Montefortino, il piccolo borgo abitato da circa 1000 persone ai piedi dei Sibillini, è il comune con il territorio più vasto della provincia di Fermo dopo il capoluogo stesso.

MONTEFORTINO
MONTEFORTINO

Ciò che colpisce maggiormente il visitatore che si avvicina a Montefortino è sicuramente la sua posizione. Il paese, infatti, si sviluppa a gradoni su di un colle a destra del fiume Tenna. Dalla piazza principale, verso cui convergono le principali vie del centro storico, si può godere di una fantastica vista sulle principale vette dei Monti Sibillini, come il Monte Vettore, la Sibilla e la Priora.
MONTI-SIBILLINI
VEDUTA DEI SIBILLINI

Si accede al paese attraverso tre porte ricavate all'interno delle mura e da lì è tutto un vorticare di stradine e viottoli che conducono il visitatore su e giù per il borgo. Le abitazioni, quasi tutte in pietra e cotto, danno al paesino un aspetto tipicamente medievale.

PORTA-MONTEFORTINO

PORTA-MONTEFORTINO

PORTA-MONTEFORTINO

Durante la vostra visita potrete visitare la Pinacoteca Civica ospitata all'interno di Palazzo Leopardi e intitolata a Fortunato Duranti (1787-1863), artista e collezionista locale. La Pinacoteca conserva proprio le opere raccolte da Duranti nel corso della sua vita e che l'artista donò al comune a partire dal 1842, oltre a disegni dello stesso Duranti.

Palazzo Leopardi ospita anche il Museo Faunistico dei Sibillini e il Museo di Arte Sacra.

A pochi metri di distanza da Palazzo Leopardi potrete notare un'abitazione molto particolare.  Si tratta del Tempietto dell'Orologio, costruito durante il XVI secolo su progetto del Duranti e abitato dallo stesso artista fino alla sua morte. La piazzetta antistante è detta 'delle colonne' a motivo delle due colonne che caratterizzano la facciata del tempietto.

TEMPIETTO-DELL-OROLOGIO-MONTEFORTINO
TEMPIETTO DELL'OROLOGIO

Purtroppo il paese, è inutile negarlo, è stato in parte danneggiato dal sisma del 2016. Purtroppo parte del centro storico è disabitato, ma percorrendolo si percepisce il valore e l'importanza storica che ha avuto nel tempo Montefortino. Pensate che venne fondato dai romani come luogo di residenza per i soldati a fine carriera. Sicuramente la sua posizione geografica e l'aria buona che si respira in quelle zone lo rendevano una meta appetibile per chi terminava la carriera militare.

MONTI-SIBILLINI
MONTI SIBILLINI
Ancora oggi molti scelgono queste zone come meta delle loro vacanze proprio in virtù della bellezza paesaggistica di questi luoghi e per la ricchezza delle tradizioni culinarie che sopravvivono in questi piccoli borghi. Non sapevo, per esempio, che una delle sagre più famose di Montefortino è la 'Sagra della cucciola' ovvero della lumaca di montagna col guscio.

Molti altri sono i prodotti locali ormai conosciuti anche da chi non risiede nelle Marche: la mela rosa, il tartufo nero e bianco, i funghi per citarne solo alcuni.

L'unico modo in cui noi singoli possiamo fare del bene agli abitanti di queste zone così disastrate è quello di non abbandonarli, ma di dedicare almeno una giornata o un week-end alla visita di questi bellissimi borghi. Partecipare alle loro sagre, soggiornare in un b&b o pranzare in un agriturismo per queste persone può significare molto. Abbiamo visto persone veramente commosse davanti alla vista di noi turisti venuti a visitare i loro piccoli paesini. Almeno noi, non dimentichiamoci di loro!

CENTRO-STORICO-MONTEFORTINO



Se volete proseguire il vostro itinerario alla scoperta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, vi consiglio di visitare Montemonaco, a pochi km di distanza da Montefortino.

Ci piacerebbe sapere se conoscete questi borghi e che sensazioni vi hanno dato visitandoli. Se vi fa piacere, lasciateci un commento qua sotto. Grazie