Se cerchi un'escursione capace di unire panorami mozzafiato, storie di accanita resistenza e borghi fermi nel tempo, l'entroterra abruzzese custodisce l'itinerario perfetto. Ci troviamo in provincia di Chieti, nel cuore pulsante dell'Abruzzo, per un percorso in due tappe: prima un trekking panoramico a Taranta Peligna e, a seguire, l'esplorazione del borgo fantasma di Gessopalena.

Preparati a camminare tra canali scavati nella roccia e "pietre lucenti" che raccontano il passato.


PANORAMA-SULLA-MAIELLA


Dove si trova Taranta Peligna e come raggiungerla


Taranta Peligna è un incantevole borgo di montagna incastonato all'interno del Parco Nazionale della Maiella.

Se provieni dalla costa adriatica, puoi raggiungerlo facilmente seguendo queste indicazioni:

  • Imbocca l'autostrada A14 e prendi l'uscita Pescara Ovest/Chieti.

  • Prosegui sulla SS656, continuando poi sulla SS649 Dir, la SS649 e la SS81.

  • Imbocca infine la SS263 seguendo le indicazioni stradali fino a Taranta Peligna.

Curiosità storica: Ti sei mai chiesto perché in questa zona molti toponimi contengono il termine "Peligno/Peligna" (come Taranta Peligna, Lama dei Peligni o Torricella Peligna)? Il nome è un tributo diretto ai Peligni, un'antica e fiera popolazione italica che era stanziata proprio in questa parte d'Abruzzo prima del dominio romano.


Trekking alla Loggetta di Taranta Peligna e al Sacrario della Brigata Maiella


Come raggiungere la Loggetta


Il punto di partenza ideale è il Santuario della Madonna della Valle, dove puoi lasciare comodamente l'auto. Da qui si imbocca il sentiero in salita seguendo i cartelli per la Loggetta. Il percorso guadagna quota in modo costante ma non presenta difficoltà tecniche particolari.

In circa dieci minuti di cammino incrocerai un bivio ben segnalato:

  1. Svolta a destra per raggiungere in pochi passi la Loggetta.

  2. Ti troverai davanti a una suggestiva "gora", ovvero un antico canale scavato interamente nella roccia dai monaci benedettini intorno all’anno Mille.

  3. Il canale è percorribile a piedi solo per i primi metri (il resto è interrotto da una catena di sicurezza), ma l'opera lascia a bocca aperta per la precisione dello scavo e per la straordinaria vista panoramica sulla vallata sottostante.


INIZIO-SENTIERO-LOGGETTA

PONTICELLO-LOGGETTA

LOGGETTA-TARANTA-PELIGNA

PANORAMA-TARANTA-PELIGNA


Verso il Sacrario della Brigata Maiella


Dopo aver ammirato la Loggetta, ritorna sul sentiero principale e riprendi a salire. Man mano che ti avvicini alla vetta, noterai una presenza solenne: il Sacrario della Brigata Maiella.

Questa formazione partigiana abruzzese fu l'unica formazione irregolare a essere decorata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla bandiera. Il monumento, edificato nel secondo dopoguerra, sorge proprio a ridosso delle aspre pareti rocciose a perenne ricordo del loro sacrificio. Pannelli storici, tabelle informative e fotografie d'epoca disposte lungo il percorso permettono di approfondire i duri combattimenti avvenuti su queste montagne, che costituivano un fulcro della famigerata Linea Gustav.

Per rientrare al parcheggio, ti basterà ripercorrere a ritroso lo stesso sentiero in discesa.


VERSO-IL-SACRARIO

VIALE-ACCESSO-SACRARIO

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ACCESSO-SACRARIO

SACRARIO-BRIGATA-MAIELLA


Idee in più nei dintorni di Taranta Peligna


  • Le Grotte del Cavallone: Se hai tempo a disposizione, puoi allungare la passeggiata verso la stazione della funivia che conduce all'ingresso di queste spettacolari grotte. La visita guidata dura circa 3 ore ed è l'unico modo per accedervi. Controlla sempre il sito ufficiale delle Grotte del Cavallone per verificare prezzi e orari stagionali.

  • Palena e l'Orso Marsicano: A brevissima distanza si trova il borgo di Palena. Ti consigliamo una sosta al MOM (Museo dell'Orso Marsicano) e alla vicina Area Faunistica. Vi raccontiamo la nostra esperienza a pochi passi dagli orsi nel post dedicato.



Gessopalena: esplorazione del borgo antico nella "Preta Lucente"


Nel pomeriggio ci spostiamo a Gessopalena, un borgo che dista appena trenta minuti d'auto da Taranta Peligna. Consigliamo di parcheggiare l'auto nel centro di Gessopalena Nuova e muoversi a piedi verso il nucleo storico del Paese Vecchio.


L'antico mestiere dei gessaioli


L'identità di questo luogo è legata a doppio filo alla sua geologia. In passato, la quasi totalità della popolazione locale era impiegata nell'estrazione e nella lavorazione del gesso. I "gessaioli" cavavano la pietra, la cuocevano nelle fornaci e la polverizzavano per poi rivenderla nei comuni limitrofi.

Camminando tra i vicoli del borgo antico noterai subito che le pareti rocciose includono grandi cristalli di gesso. Quando vengono baciati dal sole, questi minerali riflettono la luce creando un luccichio unico. Proprio per questo fenomeno, gli abitanti chiamavano affettuosamente il borgo con il nome di "Preta Lucente" (Pietra Lucente).


CRISTALLI-DI-GESSO

INTERNO-CASE-GESSOPALENA


La fine del borgo: dai terremoti alla guerra


Oggi il Paese Vecchio si presenta come un suggestivo borgo fantasma, in parte restaurato e in parte ruderizzato, visitabile seguendo un percorso guidato supportato da comodi pannelli informativi con codici QR. L'abbandono di questo insediamento arroccato avvenne per due motivi storici:

  1. I devastanti terremoti del 1706 e del 1933 che minarono la stabilità delle case.

  2. Il colpo di grazia inferto dalle truppe tedesche la mattina del 4 dicembre 1943. I soldati ordinarono l'evacuazione immediata e distrussero sistematicamente gli edifici facendoli saltare in aria con le mine. All'estremità del borgo, un'installazione monumentale ricorda oggi la violenza nazista subita dal territorio lungo la Linea Gustav.


GESSOPALENA-VECCHIA

RUDERI-GESSOPALENA

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Idee in più nei dintorni di Gessopalena


  • Il Sentiero della Memoria: Dal borgo antico parte un trekking ad anello di 10 km che conduce alla località di Sant'Agata. Questo luogo fu teatro di un efferato eccidio il 21 gennaio 1944, quando i militari nazisti imprigionarono 42 civili inermi (tra cui donne, anziani e bambini) e ne provocarono la morte lanciando bombe a mano all'interno delle strutture per farne crollare i soffitti. Un percorso doloroso ma fondamentale per non dimenticare.

  • Il Castello di Roccascalegna: Se decidi di trascorrere un intero fine settimana in zona, non puoi assolutamente perderti uno dei castelli più spettacolari d'Italia, arroccato su uno sperone di roccia. Per approfondire l'itinerario vi rimandiamo al nostro articolo sul Castello di Roccascalegna.

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