Uno dei luoghi che più amiamo del Biellese è il borgo di Rosazza, da poco inserito meritatamente tra i "Borghi più belli d'Italia". Se in passato vi abbiamo raccontato il suo lato più esoterico, oggi vogliamo portarvi alla scoperta della sua anima più vera: la Casa Museo dell'Alta Valle Cervo.
Questo museo nasce per valorizzare la Bürsch (che in dialetto significa "la casa" o "la tana"), raccontando cosa ha reso speciale questo territorio e la sua gente, i valìt..
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| La cucina |
Dove si trova la Casa Museo e la sua struttura
La Casa Museo, aperta nel 1987, si trova a pochi passi dalla Chiesa Parrocchiale di Rosazza. L'edificio è una tradizionale abitazione settecentesca, ristrutturata nel 1876, che si sviluppa su quattro piani.
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| Rosazza |
Una casa tra uomini e animali
Una curiosità che salta subito all'occhio è l'ingresso comune per uomini e animali. Al piano terra, adiacente alla cucina, si trova la piccola stalla che ospitava una o due mucche: il loro calore aiutava a riscaldare l'ambiente e il loro latte era fondamentale per il sostentamento della famiglia. Gli arredi originali testimoniano la vita di una famiglia valligiana benestante dell'epoca.
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| La stalla |
Gli uomini della Bürsch: scalpellini nel mondo
L'Alta Valle Cervo è una "valle di pietra". Qui domina la sienite, una roccia durissima e resistente. Per secoli, il mestiere tipico degli uomini è stato quello di scalpellino-muratore.
Eccellenze ed emigrazione qualificata
Grazie alle scuole professionali edili nate a Campiglia e Rosazza nell'Ottocento, i tecnici della valle divennero celebri in tutto il mondo. Le imprese edili della Valle Cervo hanno realizzato opere imponenti: gallerie ferroviarie, ponti e palazzi non solo in Europa, ma anche in America, Africa e Asia. Questa emigrazione, inizialmente stagionale, divenne col tempo permanente, portando a un forte spopolamento della valle.
La donna valligiana: forza e indipendenza
Mentre gli uomini erano lontani per mesi (o anni), il peso della comunità gravava interamente sulle donne. La donna della Valle Cervo era una figura estremamente forte e autonoma: gestiva la casa, i figli, i terreni e gli animali.
Una vita di fatiche e ingegno
Le foto d'epoca mostrano donne che trasportavano carichi pesantissimi sulle spalle usando la scësta o la crava. Nonostante la fatica fisica, queste donne curavano molto la loro istruzione: le lettere che scambiavano con i mariti emigrati erano un modo per esercitare la lettura e la scrittura. In inverno si dedicavano all'artigianato, creando gli scapìn (le calzature tipiche) e filando la canapa con una maestria che ancora oggi ci lascia a bocca aperta visitando le sale dedicate ai corredi ottocenteschi.
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| Attrezzi per la lavorazione della canapa |
La scuola elementare del periodo umbertino
Una delle chicche del museo è la fedele ricostruzione di una classe scolastica d'epoca. Tutto è rimasto fermo nel tempo: dai piccoli banchi in legno dell'asilo ai calamai, dalle cartelle in legno ai pallottolieri. Perfino il disegno sulla lavagna è originale e ritrae uno scorcio di Rosazza. È un vero tuffo nel passato che incanta grandi e piccini.
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| La scuola |
Informazioni utili per la visita (Stagione 2026)
- Quando andare: La Casa Museo è visitabile tutti i pomeriggi festivi da giugno a settembre, dalle 14:30 alle 18:30.
- Gruppi e scuole: È possibile prenotare aperture straordinarie contattando l'associazione al numero +39 338 3876595.
- Ingresso: L'ingresso è a offerta libera, a sostegno dell'Associazione di volontariato culturale che gestisce il museo con immensa passione.
- Sito ufficiale:
casamuseo-altavalledelcervo.it
Ma che bel resoconto ale... Siete stati bravissimi come sempre.
RispondiEliminaGrazie amica mia :*
EliminaNon avevo idea esistesse un museo del genere, forse anche perchè non conosco benissimo la zona. Posso dirti però che questo è il genere di esperienza che piace a me: un tuffo in quella che era la vita di un tempo attraverso ricordi e memorie.
RispondiEliminaÈ stata davvero un'esperienza interessante e molto istruttiva!
EliminaSono sincera, non ho mai sentito parlare ne letto nulla su Rosazza. Figuriamoci se potessi avere idea che nascondesse un tesoro simile. Ma segno subito questo posto nella bucket list del 2022, sperando che la pandemia ci lasci girare in autonomia quest'anno.
RispondiEliminaPurtroppo la Valle Cervo non è ancora conosciuta come meriterebbe. Ti consiglio di visitare sia Rosazza (da poco entrato a far parte dei Borghi più belli d'Italia) e Piedicavallo, almeno. Buon giro!
EliminaMa che bello riscoprire queste antiche tradizioni e i luoghi che ne custodiscono le testimonianze così da farle conoscere anche alle nuove generazioni.
RispondiEliminaÈ vero, è un patrimonio da conservare assolutamente!
EliminaInsieme a voi travel blogger italiane, sto scoprendo borghi e vere chicche della nostra Italia, questa casa museo è davvero molto interessante, sembra di fare un tuffo nel passato ( i banchetti della scuola top!)
RispondiEliminaHai visto che carini? Le guide ci hanno raccontato che quella è la stanza più fotografata!!
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