La Cinta Muraria: un camminamento da record
La prima cosa che colpisce arrivando è l'imponente cinta muraria lunga ben 912 metri. Si tratta delle mura meglio conservate e più spettacolari delle Marche.
Vi suggeriamo di entrare nel centro storico attraversando una delle porte monumentali (come Porta Santa Maria o Porta San Giovanni) e di percorrere i camminamenti di ronda. Salire sulle torri, come la Torre dello Scorticatore o la Torre dello Sperone, vi regalerà una vista mozzafiato sulle colline circostanti. Passeggiando lungo le mura occidentali, non perdetevi I Landroni, un suggestivo corridoio porticato sovrastato da palazzi nobiliari settecenteschi.
La Piaggia e il Pozzo della Polenta: tra storia e leggenda
Il luogo simbolo di Corinaldo è senza dubbio La Piaggia, la spettacolare scalinata di 109 gradini che conduce al cuore del paese. A metà della salita si trova il celebre Pozzo della Polenta. Questo luogo è il fulcro di una delle tradizioni più famose delle Marche, dove la storia militare si mescola a un'ironica goliardia popolare.
La leggenda della farina gialla
La tradizione narra che, in tempi antichi, un contadino stesse salendo la Piaggia con un pesante sacco di farina di granoturco sulle spalle. Stanco per la fatica, si appoggiò al bordo del pozzo per riposare, ma il sacco scivolò dentro l'acqua. Nel tentativo di recuperarlo, l'uomo si calò nel pozzo. Le pettegole del paese, non vedendolo riemergere e notando l'acqua tinta di giallo, misero in giro la voce che stesse mangiando la polenta direttamente lì dentro, invitando i compaesani a portargli le salsicce per condirla. Da questo aneddoto deriva il simpatico soprannome di "polentari" (e di "matti") dato agli abitanti.
Lo storico Assedio del 1517
Se la leggenda è leggera, la cornice in cui si inserisce è pura storia militare. Questa vicenda rivive ogni anno durante la Contesa del Pozzo della Polenta, la rievocazione storica più antica della provincia di Ancona (tipicamente a luglio). La festa celebra l'eroica resistenza di Corinaldo durante l'assedio del 1517, quando il borgo resistette per venti giorni all'attacco delle truppe di Francesco Maria I della Rovere, guadagnandosi dal Papa il titolo di "Città" per il coraggio dimostrato.
La curiosità: Il Cannone di Fico
Durante la Contesa viene rievocata anche un'altra esilarante storiella locale: lo sparo del Cannone di Fico. Si racconta che i corinaldesi, per difendersi dai nemici, fabbricarono un cannone scavando un tronco di albero di fico. Al momento del colpo di prova, l'arma esplose travolgendo gli stessi artiglieri. Il comandante, guardando i corpi a terra, esclamò estasiato: "Se ha fatto tutte queste vittime qui dentro, pensate quante ne avrà fatte fuori dalle mura!".
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| LA PIAGGIA |
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Palazzo Comunale: Un edificio neoclassico con un bellissimo porticato che offre scorci panoramici incredibili.
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La Casa del ‘400: Situata in via dell’Arco, è l’abitazione più antica del borgo e oggi ospita l’ufficio della Pro Loco. È un esempio perfetto di architettura residenziale quattrocentesca su tre piani.
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Ex Convento degli Agostiniani: Oggi splendida struttura polifunzionale, un tempo era un complesso autosufficiente con mulini e grotte per la conservazione dell'olio e del vino.
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Palazzo Cesarini-Duranti: Un prestigioso palazzo privato che spesso apre le porte in occasione di eventi culturali, famoso per i suoi soffitti affrescati che richiamano lo stile pompeiano e greco.
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| PORTICI |
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| PORTICI |
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| CASA DEL '400 |
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EX CONVENTO AGOSTINIANI |
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PALAZZO CESARINI DURANTI |
I nostri suggerimenti: dove mangiare
Per concludere la visita in bellezza, vi consigliamo il ristorante-pizzeria Ai 9 Tarocchi. Situato in un locale storico che un tempo fungeva da rimessa municipale, offre piatti della tradizione marchigiana preparati con ingredienti freschi. L'atmosfera è accogliente e il rapporto qualità-prezzo è ottimo.
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Ho visitato Corinaldo lo scorso settembre e me ne sono innamorata. Purtroppo sono arrivata nel tardo pomeriggio e ho trovato chiusa la Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari e il Teatro Goldoni di cui mi hanno parlato bene!
RispondiEliminaCi vuole una seconda visita!
Certo! Merita senz'altro...in ogni stagione!
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