Visualizzazione post con etichetta Musei. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musei. Mostra tutti i post

martedì 20 febbraio 2018

Pistoia Sotterranea e Museo Ospedale del Ceppo

Pistoia Sotterranea: uno dei luoghi che ci ha affascinato maggiormente durante la nostra recente visita a Pistoia. Il solo pensare che sia l'ipogeo più lungo della Toscana ci ha convinti a visitarlo, ma questo viaggio sottoterra presenta moltissime sorprese e oggi vogliamo raccontarvele. Seguiteci...

PISTOIA-SOTTERRANEA


PISTOIA SOTTERRANEA: COME RAGGIUNGERLA

La biglietteria e il punto di partenza delle visite guidate si trovano sotto il loggiato dell'Ospedale del Ceppo in Piazza Giovanni XXIII n. 15.
Tutto il percorso è completamente accessibile a persone con disabilità motorie e visive.

PISTOIA SOTTERRANEA: L'OSPEDALE DEL CEPPO

OSPEDALE-DEL-CEPPO-PISTOIA
FACCIATA OSPEDALE DEL CEPPO

Come dicevamo, per visitare Pistoia Sotterranea si deve raggiungere l'Ospedale del Ceppo da cui parte la visita.
L'ospedale fu fondato nel 1277 e nel 2013 era ancora attivo. A quel tempo risultava essere l'unico ospedale in Europa ancora in funzione ininterrottamente dalla sua apertura!

Perchè si chiama Ospedale 'del Ceppo'? Il suo nome è collegato ad una leggenda locale. Sembra che la Madonna sia apparsa ad una coppia di pistoiesi, Antimo e Bendinella, comunicando che, tramite un ceppo fiorito in pieno inverno, avrebbe indicato loro  il luogo in cui fondare l'ospedale. 

La cosa che colpisce il visitatore non appena si trova di fronte all'Ospedale del Ceppo è sicuramente la sua facciata decorata con terracotte invetriate, opera di due fabbriche del tempo: i Buglioni e i Della Robbia. Giovanni Della Robbia si occupò dei medaglioni che ritraggono scene religiose nonchè i simboli dei Medici, della città di Pistoia e dell'ospedale. Santi Buglioni, invece, realizzò le scene superiori che rappresentano le Sette Opere di Misericordia: Vestire gli ignudi, Alloggiare i pellegrini, Visitare gli infermi, Visitare i carcerati, Seppellire i morti, Dar da mangiare agli affamati, Dar da bere agli assetati.

PARTICOLARE-FACCIATA-OSPEDALE-DEL-CEPPO-PISTOIA

PISTOIA SOTTERRANEA: IL PIU' PICCOLO ANFITEATRO ANATOMICO AL MONDO

La prima parte del percorso passa sotto l'Ospedale del Ceppo dove si trova il più piccolo anfiteatro anatomico al mondo, costruito alla fine del XVIII secolo. L'Ospedale, infatti, fu sede della Scuola di Medicina di Pistoia (1666-1844) e la sala anatomica lo dimostra.

PARTICOLARE-DECORAZIONE-ANFITEATRO-ANATOMICO-OSPEDALE-DEL-CEPPO-PISTOIA

L'anfiteatro, costruito in stile neoclassico, è formato da due stanze. Nella prima sala, occupata su due lati dai banchi addossati alle pareti, gli studenti di medicina potevano assistere alle dissezioni e alle relative lezioni anatomiche. Nella seconda venivano preparati i corpi che, tra l'altro, a quel tempo appartenevano solo a uomini.

ANFITEATRO-ANATOMICO-OSPEDALE-DEL-CEPPO-PISTOIA
ANFITEATRO ANATOMICO
DECORAZIONE-SOFFITTO-TEATRO-ANATOMICO-OSPEDALE-DEL-CEPPO-PISTOIA
SOFFITTO ANFITEATRO ANATOMICO

Un'altra curiosità? E' proprio qui a Pistoia, famosa anche per la lavorazione dei metalli, che sembra sia stato inventato il bisturi. A quel tempo si chiamava Pistorienses Gladii, uno strumento da taglio affilatissimo e adatto all'uso chirurgico.

PISTOIA SOTTERRANEA: UN VIAGGIO NELLA STORIA

Attualmente il percorso, lungo 650 metri (anche se si pensa di farlo proseguire fino alla Fortezza Santa Barbara),  risulta il più esteso della Toscana. E' diviso in tappe così che la guida possa spiegare la storia di questo luogo e dei quartieri soprastanti.

PISTOIA-SOTTERRANEA

Scoprirete lungo il percorso luoghi affascinanti e ascolterete racconti interessanti che riguardano varie epoche storiche. Non vogliamo togliervi la sorpresa, ma alcune cose dobbiamo raccontarvele per forza.

Una cosa che ci è stata spiegata durante la visita di Pistoia Sotterranea, è che in epoca medievale gli ospedali venivano costruiti fuori dalle città lungo i fiumi. L'Ospedale del Ceppo, per esempio, venne fondato sulle rive del torrente Brana di cui oggi si visita attraverso questo percorso l'antico alveo. Gli ospedali si trovavano fuori città per ospitare i pellegrini che venivano dall'esterno e che  dovevano sottoporsi ad una specie di 'controllo' o 'di quarantena' prima di entrare in città per evitare il rischio di epidemie, così tragicamente presenti in quell'epoca.

MANICHINI-PISTOIA-SOTTERRANEA

Vedrete che ad ogni paziente veniva consegnato un kit in ceramica, che comprendeva tutto ciò che serviva per prendere i pasti e le medicine. A quel tempo la ceramica era diffusa come la plastica oggi e, quando il malato veniva dimesso, tutto il kit veniva gettato fuori dall'ospedale. Ecco perchè oggi negli scavi a volte si trovano veri e propri cumuli di cocci di ceramica.

Visitando i sotterranei di Pistoia conoscerete anche alcuni spaccati della vita che si svolgeva qui in epoca medievale. Per esempio, a valle dell'ospedale, nelle stesse acque in cui venivano versati i rifiuti dell'ospedale, c'erano i lavatoi di San Lorenzo. Pensate che igiene! Solo successivamente i lavatoi vennero spostati in un luogo più idoneo.

Le guide vi parleranno di pellegrinaggi, di mugnai condannati a morte per aver abbassato il livello delle acque, di conventi e del collegamento che c'è tra loro e gli ospedali di Pistoia. Ci sarebbe molto da raccontare, ma non vogliamo privarvi della sorpresa, anzi vi invitiamo calorosamente a scoprire queste chicche di persona visitando Pistoia sotterranea.

MULINO-PISTOIA-SOTTERRANEA


PISTOIA SOTTERRANEA: INFORMAZIONI UTILI

I sotterranei sono visitabili TUTTO L'ANNO secondo questi ORARI:
10.30-11.30-12.30-14.00-15.00-16.00-17.00

Dal 1/4 al 30/9 l'ultima visita guidata si svolge alle ore 18.00 il sabato, la domenica e i festivi

L'accesso è consentito SOLO con visita guidata compresa nel prezzo del biglietto. Prenotazione consigliata (Tel 0573/368023)

Prezzo biglietti:
INTERO 9 EURO
RIDOTTO 7 EURO
GRUPPI 6 EURO
SCUOLE 4.50 EURO

Presentando il biglietto di Pistoia Sotterranea negli altri musei che fanno parte dello stesso circuito (es. Zoo di Pistoia, Grotta del Vento, Parco di Pinocchio ecc.) otterrete uno sconto sull'entrata.

PROMOZIONE-MUSEI-PISTOIA

Speriamo che possiate presto anche voi visitare i sotterranei di Pistoia perchè ne vale veramente la pena. Se vi piacciono gli ambienti sotterranei e la storia perchè non visitate anche Campo Tizzoro, sempre in provincia di Pistoia, dove si trovano i Rifugi Antiaerei più estesi d'Europa?



martedì 30 gennaio 2018

A Campo Tizzoro i rifugi antiaerei più estesi d' Europa e il museo Smi

Sicuramente, durante il nostro recente itinerario nella provincia di Pistoia, una delle tappe più interessanti e coinvolgenti è stata la visita a Campo Tizzoro del Museo Smi e dei suoi Rifugi antiaerei, i più estesi d'Europa.

RIFUGI ANTIAEREI SMI CAMPO TIZZORO

Abbiamo avuto la fortuna, con un'altra coppia di viaggiatori, di essere accompagnati durante la nostra visita dall'Arch. Gianluca Jori, direttore dell' IRSA (Istituto di Ricerche Storiche e Archeologiche) che con la sua competenza ha reso molto stimolante la scoperta di questo luogo. 

DOVE SI TROVA CAMPO TIZZORO

Campo Tizzoro è un paese-fabbrica che si trova nella Montagna Pistoiese, lungo la Strada Modenese, la via che venne costruita nella seconda metà del '700 per collegare Pistoia (e quindi anche Firenze) con Modena.
La particolarità di Campo Tizzoro è che fino al 1910 questo paese non esisteva! Il paese-fabbrica, infatti, venne fondato ex-novo dall'industriale Luigi Orlando con il preciso scopo di industrializzare questa zona depressa della Toscana. Qui fino ad allora gli abitanti del posto si erano occupati di legname e di carbone, ma le cose cambiarono con la nascita della fabbrica SMI (Società Metallurgica Italiana).

IL MUSEO SMI

INGRESSO-MUSEO-SMI-CAMPO-TIZZORO
INGRESSO MUSEO SMI CAMPO TIZZORO

Le varie sale che compongono il Museo Smi ripercorrono la storia della fabbrica Smi che tanto cambiò la vita degli abitanti del luogo e, in un certo senso, dell'Italia intera. Purtroppo all'interno del Museo non è possibile fare fotografie, ma cercheremo di trasmettervi ciò che ci ha impressionato maggiormente.
Come dicevamo, il fine della famiglia Orlandi era quello di industrializzare le zone depresse d'Italia impiantando in quelle aree degli stabilimenti siderurgici. Pensate che in totale le fabbriche fondate dagli Orlando diedero lavoro in poco tempo, tra operai, tecnici ed impiegati, a circa 40000 lavoratori.

Cosa si produceva a Campo Tizzoro? Laminati che, sempre all'interno dello stesso stabilimento, venivano trasformati in chiodi, monete, spille da balia, ma, soprattutto, proiettili. In effetti la Smi di Campo Tizzoro produsse per decenni munizioni per pistole, fucili, moschetti e artiglieria leggera per l'esercito e la marina italiana.

All'interno del museo potrete scoprire, durante la visita guidata, le varie fasi del processo di produzione delle munizioni attraverso l'esposizione di molti macchinari tuttora funzionanti. Ma non solo. Scoprirete un mondo dove il lavoro e la vita privata si amalgamavano a beneficio dei dipendenti.

La particolarità, infatti, di Campo Tizzoro è che si tratta di un paese-fabbrica. Cosa significa? Che quando Luigi Orlando impiantò qui la fabbrica, non fece costruire solo lo stabilimento, ma un vero e proprio paese per i suoi dipendenti. In poco tempo sorsero a Campo Tizzoro case, scuole, asili, mense e addirittura fattorie che avrebbero prodotto il cibo per gli operai. Tutto ciò di cui avevano bisogno i dipendenti veniva prodotto qui. Servivano, per esempio, mobili per arredare gli appartamenti? C'erano delle falegnamerie che li costruivano.  

In questo paese tutto era all'avanguardia per quei tempi (siamo nel 1910): le case erano dotate di energia elettrica e di riscaldamento a gas. Addirittura negli asili c'era il solarium così che i bambini che non potevano raggiungere le colonie marine estive, potevano godersi il clima estivo anche qui. Parliamo di asili perchè in fabbrica lavoravano soprattutto operaie, mentre i tecnici e gli impiegati erano di solito uomini.

Non si pensava solo al lavoro a Campo Tizzoro, ma anche allo svago. I turni di lavoro (che a quell'epoca erano di 12 ore) alla Smi erano di 8 ore. Questo permetteva agli operai di avere del tempo libero da dedicare allo sport, alla musica o alla religione; a Campo Tizzoro, a questo scopo, vennero organizzate delle squadre sportive e una corale e costruita una chiesa dedicata a Santa Barbara.

I RIFUGI ANTIAEREI PIU' ESTESI D'EUROPA
 
RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO
RIFUGI SMI CAMPO TIZZORO
Il motivo vero che attira molti turisti a Campo Tizzoro è quello di visitare  i suoi rifugi antiaerei. Con un'estensione di circa 3 km ed una profondità di circa 25 metri risultano i rifugi antiaerei più estesi d'Europa.  

Vennero costruiti a partire dal 1930 a protezione dei circa 7600 operai della Smi, ma successivamente, nel 1944, servirono da rifugio a tutto il paese di Campo Tizzoro. Si arrivò ad ospitare circa 20000 persone!
In tutto il paese vennero costruiti 8 accessi ai rifugi a forma di ogiva così che tutti, udendo la sirena dell'allarme, avrebbero potuto , ovunque si trovassero, raggiungere velocemente gli ingressi. Ogni ingresso è dotato di due scale elicoidali costruite come il Pozzo di San Patrizio: questo agevolava l'uscita e l'entrata delle migliaia di persone al rifugio.

SCALE-ELICOIDALI-RIFUGI-ANTIAEREI-CAMPO-TIZZORO
SCALE ELICOIDALI

SCRITTA-STATE-CALMI-RIFUGI-ANTIAEREI-CAMPO-TIZZORO

Le gallerie erano alimentate ad aria e provviste di filtri antigas in caso di attacco chimico. In ogni galleria, inoltre, era tutto organizzato per provvedere alle necessità immediate dei rifugiati anche per lunghi periodi: vi era il pronto soccorso, le infermerie con posti letto, la cappella, i bagni, i locali per la decontaminazione.

LOCALE-BONIFICA-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO
LOCALE BONIFICA

INFERMERIA-RIFUGI-ANTIAEREI-CAMPO-TIZZORO
INFERMERIA

MEDICINALI-RIFUGI-ANTIAEREI-CAMPO-TIZZORO
MEDICINALI ORIGINALI
SQUADRA-BONIFICA-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO
SQUADRA BONIFICA

LETTI-INFERMERIA-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO
LETTI INFERMERIA

DEPOSITO-MASCHERE-ANTIGAS-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO
DEPOSITO MASCHERE ANTIGAS
Quando si visitano le gallerie, la cosa impressionante è che sembra di tornare indietro nel tempo. Tutto è rimasto come allora: perfino le istruzioni scritte sui muri e i medicinali conservati nell'infermeria sono quelli originali. Ogni oggetto e ogni insegna ha un motivo per stare lì e le guide saranno ben felici di spiegarvelo. 

SCRITTE-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO

DIVIETO-FUMO-RIFUGI-SMI-CAMPO-TIZZORO

SCRITTA-RIFUGI-ANTIAERE-SMI-CAMPO-TIZZORO

CESSATO-ALLARME-RIFUGI-ANTIAERE-SMI-CAMPO-TIZZORO

INFORMAZIONI UTILI ALLA VISITA

BIGLIETTI
  • INTERO 10 euro
  • RIDOTTO 8 euro
  • GRUPPI 7 euro
  • SCUOLE 5 euro
Nel prezzo del biglietto è compresa la visita guidata di circa 40 minuti. 


ORARIO VISITE GUIDATE

Dal 1/10 al 31/3 (chiuso lunedì e martedì): 10.15-11.30-14.00-15.00-16.30

Dal 1/4 al 30/9 (chiuso il martedì):  10.15-11.30-14.00-15.00-16.00-17.00


Per maggiori informazioni:

www.irsapt.it
rifugismi@irsapt.it
Tel/Fax 0573/65724


Speriamo che questo post vi sia piaciuto e ci auguriamo che presto anche voi possiate visitare il Museo e i Rifugi Smi. Se siete amanti della storia vi suggeriamo di leggere il post che abbiamo scritto dopo la nostra visita a Bondeno della mostra "Il silenzio assordante di Chernobyl". 

Continuate a seguirci perchè presto arriveranno altri post su cosa visitare a Pistoia e dintorni.







martedì 19 dicembre 2017

'Il silenzio assordante di Chernobyl', una mostra per non dimenticare

26 aprile 1986: una data difficile da dimenticare. Proprio quella notte, durante un test nella centrale termonucleare di Chernobyl, si verificarono due esplosioni che produssero una contaminazione ambientale 100 volte superiore a quella di Hiroshima e Nagasaki. Al disastro di Chernobyl e alle sue conseguenze sulla popolazione e sulla natura è dedicata una mostra fotografica multisensoriale, intitolata ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’. Abbiamo potuto visitare questa mostra pochi giorni fa in una scuola abbandonata a Bondeno, in provincia di Ferrara. È una mostra toccante e intelligente, che merita veramente una visita.


INGRESSO-MOSTRA-CHERNOBYL-A-BONDENO
INGRESSO MOSTRA A BONDENO

La mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’ è stata organizzata dall'associazione ‘I luoghi dell’abbandono’. È una mostra itinerante, che ha toccato vari luoghi del Veneto e che verrà prossismamente organizzata in altre località italiane. La mostra si basa sulle fotografie e sul materiale raccolto da 18 fotografi che si sono recati nel luogo del disastro 31 anni dopo l’accaduto. In un percorso di circa 1 km, attraverso immagini, suoni e odori si vuole ricreare quello che ancora oggi si può trovare a Pripyat, la città progettata e costruita per ospitare gli operai e i tecnici della centrale di Chernobyl e abbandonata definitivamente dopo il disastro.


SCUOLA-ABBANDONATA-A-BONDENO
LA SCUOLA ABBANDONATA DI BONDENO CHE HA OSPITATO LA MOSTRA

Non appena si varca l'ingresso della mostra (costo biglietto 5 euro) la prima scena che visualizziamo è quella di un uomo che ascolta in televisione la notizia del disastro di Chernobyl. Purtroppo, come evidenziato più volte da pannelli esplicativi affissi alle pareti, all'inizio non venne percepita chiaramente l'entità del disastro e le autorità per molto tempo continuarono a minimizzare l'accaduto. All'inizio fu detto alla popolazione locale che nessuno era in pericolo e questo ritardò di molto l'evacuazione degli abitanti.


MOSTRA-CHERNOBYL-BONDENO

Lungo un primo corridoio sono state raccolte le prime pagine dei giornali che nel 1986 dedicarono uno spazio al disastro di Chernobyl. Colpisce quanta disinformazione ci fosse. Un giornale, per esempio, il 1 maggio 1986 affermava che la nube atomica giunta in Italia ormai avesse perso la sua pericolosità. Oggi, a distanza di 31 anni, sappiamo quanto fossero azzardate quelle parole. Ancora oggi ci ammaliamo di cancro e leucemie legati anche alle radiazioni di origine nucleare. Per non parlare di giornalisti che consigliavano di non bere latte o mangiare verdure a pochi giorni dal disastro. Fosse bastato solo questo a proteggerci!

GIORNALE-DI-VICENZA-CHERNOBYL


Le sale successive della mostra chiariscono meglio le modalità del disastro e documentano, attraverso fotografie e filmati originali, le prime ore dopo l’accaduto. Molto spazio viene dedicato giustamente a coloro che letteralmente salvarono l’umanità dal disastro nucleare: i pompieri di Chernobyl. Arrivati subito dopo l’accaduto, furono pronti ad affrontare una morte sicura pur di cercare di spegnere l’incendio del reattore. Pur non avendo l’equipaggiamento adeguato salirono sul tetto per domare le fiamme. Rimasero sul tetto un’ora assorbendo onde radioattive a dosi di 20000 Roentgen/ora (la dose letale è di 400): dopo 48 secondi di esposizione la loro morte era sicura. Difatti, trasportati in ospedale poche ore dopo, morirono entro due settimane con atroci sofferenze. Non è di certo fuori luogo definirli eroi: eroi per caso e per scelta.


MANICHINO-MOSTRA-CHERNOBYL


Molte altre persone lavorarono a Chernobyl per limitare il disastro e costruire un sarcofago attorno al reattore: i cosiddetti ‘liquidatori’. Furono promessi a queste persone, in cambio delle ore trascorse in servizio, un salario e il pensionamento anticipato. Molti giovani, provenienti dalle campagne e in condizioni di povertà, accettarono l’incarico. Com’è facile immaginare, la maggior parte di loro morirono di cancro o di leucemia, mentre ad altri, nel corso del tempo, vennero ridotti o annullati i benefici ottenuti ed oggi non hanno nemmeno la possibilità di curarsi. Eppure nessuno ne parla.


MANICHINI-MOSTRA-CHERNOBYL


Le sale successive ricreano la situazione attuale a Pripyat, la città abbandonata. La città venne costruita per ospitare le famiglie dei tecnici e degli operai che avrebbero lavorato a Chernobyl. Nel 1986 contava circa 47000 abitanti ed era una città moderna, dotata di due ospedali, un centro commerciale, bar, cinema, ristoranti e molte altre attività commerciali. Pensate che cinque giorni dopo il disastro alla centrale di Chernobyl, si sarebbe dovuto inaugurare il parco dei divertimenti di Pripyat che invece non verrà mai utilizzato.

PARCO-GIOCHI-DI-PRIPYAT
PARCO GIOCHI DI PRIPYAT

PARCO-GIOCHI-A-PRIPYAT
PARCO GIOCHI DI PRIPYAT

36 ore dopo il disastro ci fu l’ordine di evacuazione e circa mille pullman vennero inviati a Pripyat per trasportare gli abitanti verso altre località. Fu detto agli abitanti di Pripyat di prendere solo il necessario perché entro tre giorni sarebbero potuti ritornare alle loro case, ma in realtà non vi fecero più ritorno.

Oggi Pripyat è una città fantasma, tutto è rimasto cristallizzato come nel giorno dell’evacuazione. I fotografi che hanno visitato Pripyat pochi mesi fa hanno immortalato alcune zone della città (tra cui, per esempio, la scuola, l’ospedale, l’asilo e il parco giochi) e i curatori della mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’, basandosi sulle fotografie, hanno ricreato quegli ambienti. Visitare le varie stanze dà l'impressione di passeggiare lungo le vie di Pripyat dove il tempo si è fermato 31 anni fa.


RICOSTRUZIONE-SCUOLA-DI-PRIPYAT
RICOSTRUZIONE SCUOLA DI PRIPYAT

RICOSTRUZIONE-PARCO-GIOCHI-DI-PRIPYAT
RICOSTRUZIONE PARCO GIOCHI DI PRIPYAT
Leggendo i pannelli e ascoltando le spiegazioni di un responsabile della mostra, abbiamo appreso alcune informazioni che non si leggono in nessun testo scolastico. Per esempio, si ritiene che il deposito dell'ospedale di Chernobyl sia il luogo più radioattivo al mondo in quanto lì furono abbandonati, durante l'evacuazione, oggetti e abiti provenienti da persone contaminate dalle radiazioni di Chernobyl.

RICOSTRUZIONE-OSPEDALE-DI-PRIPYAT
RICOSTRUZIONE OSPEDALE DI PRIPYAT

La maggioranza degli oggetti delle stanze non vengono realmente da Pripyat, ma sono stati utilizzati semplicemente per ricreare gli ambienti. Comunque, in una vetrinetta apposita, è possibile vedere alcuni oggetti originali (naturalmente decontaminati) tra cui scarpine e giocattoli di bimbi. È interessante sapere che, già prima del disastro di Chernobyl, tutti i bambini indossavano a scuola le maschere antigas. Questa precauzione non era legata alla presenza della centrale nucleare, ma alla paura di un attacco da parte degli americani (siamo nell’epoca della Guerra Fredda).

OGGETTI-ORIGINALI-DA-PRIPYAT
OGGETTI ORIGINALI PROVENIENTI DA PRIPYAT

Ci è stato ben spiegato che le radiazioni non hanno raggiunto l'Occidente solo attraverso i venti che hanno sospinto la nube tossica, ma anche per mezzo di oggetti trafugati dal luogo del disastro e poi rivenduti in Europa. Molti infatti sono stati gli atti di vandalismo perpetuati a Pripyat... Molte case sono state spogliate del loro arredamento...Molte auto sono state portate via...Ed è impossibile sapere dove si trovino oggi.

MOBILI-MOSTRA-CHERNOBYL-A-BONDENO


Certo, visitare la mostra ‘Il silenzio assordante di Chernobyl’ non è una passeggiata. È una mostra che si visita in silenzio, quasi in punta di piedi. È una mostra seria, realizzata da persone intelligenti che spinge a riflettere sul passato, ma anche sul presente. Perché? Perché purtroppo gli errori si ripetono e questo non riguarda solo il disastro dovuto ad una contaminazione radioattiva. Ancora oggi, attraverso i mezzi di comunicazione, vengono diffuse bugie e spesso viene nascosta la verità su una certa situazione. Ecco, penso che visitare una mostra di  questo tipo serva proprio a questo: ad insegnarci  ad aprire gli occhi e a non accontentarci di quello che ci viene raccontato.


MANICHINI-MOSTRA-BONDENO

FRASE-CARLOS-RUIZ-ZAFON

Naturalmente quello che vi abbiamo raccontato è solo una piccola parte di quello che scoprirete visitando la mostra. Per ora si sa che la mostra verrà allestita a Vicenza a febbraio, ma si pensa tra il 2018 e il 2019 che verrà organizzata anche in altre città d'Italia. Per maggiori informazioni potete rivolgervi direttamente all'associazione 'I luoghi dell'abbandono'.

Spero tanto che possiate anche voi visitare questa mostra e che questo post vi abbia incuriosito. Noi per primi l'abbiamo visitata dopo aver letto il post di Sara di Cappellacci a Merenda.  Se la visitate fateci sapere la vostra impressione al riguardo.



martedì 21 novembre 2017

Il Museo della Figurina a Modena

Lo scorso maggio, come forse ricorderete, in occasione del nostro anniversario di matrimonio, abbiamo deciso di trascorrere un week-end a Modena. Nel nostro post dedicato a cosa vedere in un giorno a Modena, avevamo accennato alla nostra scoperta del Museo della Figurina. Dato che questo museo ci è piaciuto moltissimo e pensiamo che potrebbe incuriosire anche molti di voi, abbiamo pensato oggi di parlarvene in maniera più estesa.

MUSEO-DELLA-FIGURINA-MODENA

DOVE SI TROVA IL MUSEO DELLA FIGURINA

Il Museo della Figurina si trova nel centro storico di Modena, al 2° piano di Palazzo Santa Margherita in Corso Canalgrande 103.
Lo stesso palazzo storico ospita anche la Biblioteca Civica e la Galleria Civica di Modena.

COME NASCE IL MUSEO DELLA FIGURINA

Il museo trae origine dalla collezione privata di Giuseppe Panini fondatore, nel 1961, dell'omonima azienda insieme ai suoi fratelli. L'intento di Giuseppe Panini era quello di tracciare la storia della figurina dalla sua origine fino alla fondazione dell'azienda di famiglia.
Nel 1986 la collezione divenne un vero e proprio museo all'interno dell'azienda Panini poi, nel 1992, la famiglia Panini donò il Museo della Figurina al Comune di Modena.

Dopo un massicio lavoro di catalogazione di tutto il materiale (che non comprende solo figurine come vedremo) nel 2006 il Museo venne aperto al pubblico.

SALA-ESPOSITIVA-MUSEO-DELLA-FIGURINA

ESPOSIZIONE PERMANENTE 

All'interno della principale sala espositiva troverete 6 'armadi espositori' che potrete 'sfogliare' come fossero dei grandi album.
Le 6 sezioni sono così intitolate:
  • Gli antecedenti
  • La cromolitografia
  • La nascita e la diffusione
  • La Liebig
  • Non solo figurine
  • La figurina moderna
ARMADI-ESPOSITORI-MUSEO-DELLA-FIGURINA

ESPOSITORI-MUSEO-DELLA-FIGURINA
Le prime figurine nacquero verso metà Ottocento in Francia e poi si diffusero presto nel resto dell'Europa e negli Stati Uniti. La loro funzione, in origine, era solo pubblicitaria. Spesso le piccole immagini a colori venivano regalate dai negozianti per invogliare le persone a tornare per terminare la serie. Alcune 'figurine' contenevano un messaggio pubblicitario diretto accompagnato da immagini molto semplici, altre venivano realizzate ispirandosi a correnti artistiche del tempo come l'Art Deco.

E' solo negli anni '60 del secolo scorso che le figurine, grazie alla famiglia Panini, iniziarono ad assumere una funzione quasi esclusivamente ludica. Nel 1961 Panini pubblicò il primo album dedicato ai Calciatori.

Da quel momento in poi le case editrici iniziarono a sfornare, anno dopo anno, vari album delle figurine dedicati a personaggi dello sport, cartoni animati, animali e serie televisive.

Quello che colpisce visitando il museo è proprio questo: noi quando pensiamo alle figurine immaginiamo subito un album con il nostro personaggio preferito dei cartoni o dello sport, ma, in realtà, la figurina ha avuto un ruolo molto pià ampio all'interno della nostra società.

ESPOSIZIONI TEMPORANEE

Almeno due volte l'anno il Museo affianca, ai pezzi dell'esposizione permanente, una mostra temporanea che può abbracciare vari temi.

In occasione dell'Expo 2015 (dedicato principalmente all'alimentazione) è stata allestita, per esempio, una mostra che illustrava il legame tra figurine e cibo.

A maggio 2017, quando abbiamo visitato noi il museo, la mostra temporanea si intitolava 'Parimpampum. Le bambine magiche nelle figurine' dedicato ai personaggi femminili dei cartoni animati anni '80 e '90 legati alla magia come L'incantevole Creamy, Magica magica Emy, Sandy dai mille colori, Magica Doremi, Sailor Moon e tante altre.

MOSTRA-PARIMPAMPUM-MUSEO-DELLA-FIGURINA

FIGURINE-ANNI-OTTANTA-MUSEO-MODENA

MOSTRA-TEMPORANEA-MUSEO-FIGURINA-MODENA

Al di là del tema dell'esposizione, mi è piaciuta molto una collezione di giornalini femminili che andavano da inizio Novecento agli anni '50.  Dalle copertine e dagli argomenti trattati ho potuto capire quanto il periodo storico abbia influito sull'educazione delle bambine nel corso del tempo. Negli anni del fascismo, per esempio, anche alle bambine venivano inculcati i valori del regime. Negli anni '50 si percepisce, invece, quanto fosse importante anche per una giovinetta essere una brava casalinga e una perfetta padroncina di casa. Peccato che i giornalini non si potessero sfogliare, ma solo ammirare dall'esterno di una teca!

GIORNALETTI-FEMMINILI-MUSEO-FIGURINA-MODENA

GIORNALINI-PER-BAMBINE-MUSEO-FIGURINA-MODENA

GIORNALI-BAMBINE-MUSEO-FIGURINA

RIVISTE-PER-BAMBINE-MUSEO-FIGURINA-MODENA

OLTRE LE FIGURINE

Vista l'importanza dell'uso delle immagini nella nostra società, il museo raccoglie molti altri oggetti legati all'uso delle figure come calendarietti, carte da gioco, bolli chiudilettera,segnalibri e molto altro ancora.
Vi assicuriamo che vi perderete ad osservare tutti gli oggetti che vi circondano. Entrando, a primo impatto, il museo sembra piccolino ma provate a 'sfogliare' gli espositori e vedrete...!!

INFORMAZIONI UTILI

L'entrata al museo è GRATUITA 

Per orari e giorni di apertura vi rimando al sito ufficiale del Museo della Figurina.

Nel bookshop del museo potrete acquistare il catalogo generale del Museo della Figurina, i Cataloghi delle mostre temporanee e i manifesti del passato.

Speriamo di avervi incuriosito a visitare questo bellissimo museo. Se avete in progetto una gita in queste zone potete, oltre a leggere il nostro post dedicato alla città di Modena, trovare ulteriori suggerimenti nel nostro post dedicato a cosa visitare nei dintorni di Modena